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Startup culturali, alla Camera c'è un nuovo testo base

startup 06 febbraio 2017

di Luca Iacovacci

ROMA (Public Policy) - Sostenere, con benefici ad hoc, le imprese culturali e creative, soprattutto giovanili, ovvero quelle che hanno per oggetto sociale, in via prevalente o esclusiva la creazione, la produzione, lo sviluppo, la diffusione, la ricerca e la valorizzazione di prodotti culturali.

Le imprese, inoltre, devono avere sede in Italia o comunque in Ue e svolgere un'attività stabile e continuativa. Sono questi i requisiti previsti nella pdl sul sostegno alle imprese culturali e creative, a prima firma di Anna Ascani (Pd), che, durante il corso della settimana, ha proseguito il proprio iter in commissione Cultura alla Camera (relatrice Irene Manzi, Pd).

La VII ha adottato un nuovo testo base, elaborato dal comitato ristretto, sulla proposta di legge.

Ecco i contenuti principali:

COME SI DIVENTA IMPRESA CULTURALE E BENEFICI Anzitutto, si intende per prodotti culturali "beni, servizi e opere dell'ingegno inerenti alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, allo spettacolo dal vivo, alla cinematografia e all'audiovisivo, agli archivi, alle biblioteche e ai musei, nonché al patrimonio culturale e ai processi di innovazione ad esso collegato". Il provvedimento prevede che un decreto del Miur disciplini come acquisire la qualifica di impresa culturale e creativa.

Lo stesso decreto stabilirà, inoltre, le modalità per verificare la sussistenza dei requisiti prescritti dalla legge per accedere ai benefici. Il testo base adottato dalla commissione, infatti, prevedeun sostegno ad hoc per le imprese culturali e creative sottoposte, per quanto concerne disciplina dei lavoratori, procedure concorsuali e apertura della fase di liquidazione, alle disposizioni già previste per le start-up innovative.

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