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OCSE: L'ECONOMIA GLOBALE STA MIGLIORANDO, MA L'EUROZONA RESTA INDIETRO

28 marzo 2013

(Public Policy) - Roma, 28 mar - L'attività economica
mondiale si sta riprendendo, ma il perdurare della crisi
nella zona euro sta ritardando un recupero significativo. E'
la conclusione dell'Ocse, l'Organizzazione per la
cooperazione e lo sviluppo economico, che si legge nella
relazione presentata a Parigi dal capo economista Pier Carlo
Padoan.

Gli analisti Ocse prevedono che le economie del G7 crescano
ad un tasso annuo del 2,4% nel primo trimestre di quest'anno
e ad un tasso dell'1,8% nel secondo.

"L'economia mondiale si è indebolita alla fine del 2012, ma
le prospettive stanno migliorando per le economie
dell'Ocse": ha detto Padoan, che ha anche parlato della
necessità di una "forte azione politica, in particolare
nella zona euro, dove la crescita è irregolare e rimane più
lenta che nelle altre aree".

Secondo le previsioni Ocse, "le tre più grandi economie
dell'eurozona (Germania, Francia e Italia) cresceranno nel
complesso dello 0,4% nel primo trimestre e di un ulteriore
1% nel secondo", ma gli analisti sottolineano anche il
divario tra la crescita in Germania e le altre economie
dell'area dell'euro.

Per l'economia tedesca, precisa l'Ocse, è prevista una
crescita del 2,3% nel primo trimestre e del 2,6% nel
secondo. L'economia francese si prevede avrà una contrazione
dello 0,6% nel primo trimestre seguito da un rimbalzo dello
0,5% nel secondo. In Italia, per il Pil reale si prevede un
calo dell'1,6% nel primo trimestre e di un ulteriore 1% nel
secondo.

"La situazione
occupazionale - ha annotato Padoan - continua a peggiorare
in molti Paesi, il che rende ancora più urgente l'attuazione
delle riforme in grado di stimolare la crescita e creare
posti di lavoro".

STATI UNITI E GIAPPONE
A livello globale, l'Ocse registra che la crescita negli
Stati Uniti è stata frenata da fattori una tantum nel quarto
trimestre del 2012, ma l'economia si aspetta di vedere un
rimbalzo del 3,5% nel primo trimestre del 2013, prima di
tornare a moderata crescita del 2% nel secondo.
Il Canada è destinato a crescere del 1,1% nel primo
trimestre e dell'1,9% nel secondo.

La crescita in Giappone dovrebbe accelerare dai precedenti
bassi livelli a un ritmo del 3,2% nel primo trimestre e del
2,2% nel secondo, mentre per il Regno Unito è prevista una
crescita dello 0,5% nel primo trimestre e dell'1,4% nel
secondo.

INFLAZIONE
L'Ocse sostiene che lo stimolo monetario rimanga
necessario, ma che le esigenze variano da un Paese
all'altro. Ha precisato Padoan: "Negli Stati Uniti,
l'impegno della Federal Reserve di mantenere i tassi bassi
fino a quando i risultati del mercato del lavoro non saranno
migliori è sostanzialmente bene accetto, ma la necessità di
ulteriori misure eccezionali monetarie sta diminuendo,
mentre in Giappone è necessaria un'azione politica più
aggressiva per evitare la deflazione e raggiungere il nuovo
obiettivo della Banca del Giappone che è l'inflazione al 2%".

"Nella zona euro - ha concluso Padoan - c'è ancora spazio
per allentare ulteriormente la politica monetaria, data la
debolezza della domanda e l'inflazione ben al di sotto
dell'obiettivo della Bce, mentre sono necessari ulteriori
interventi per aggiustare il meccanismo di trasmissione".

Il meccanismo, cioè, per cui l'aumento o la diminuzione del
tasso d'interesse ha un impatto nell'economia reale,
aumentando o diminuendo gli investimenti. (Public Policy)

SPE

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