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Oltre il Jobs act: lo Statuto dei lavori firmato Sacconi

lavoro 28 novembre 2016

ROMA (Public Policy) - Adottare un testo unico di riordino della disciplina in materia di lavoro, in cui si preveda, tra l'altro, l'abrogazione totale dell'articolo 18 dell'attuale Statuto dei lavoratori (legge 300 del 1970).

È quanto richiede un ddl al Senato a prima firma del presidente della commissione Lavoro, Maurizio Sacconi (Ap) che delega l'esecutivo all'adozione di un decreto legislativo (chiamato 'Statuto dei lavori') che riscriva le norme in tema di lavoro, tranne che quelle su salute e sicurezza (per cui è stato presentato un ddl ad hoc), puntando a valorizzare la contrattazione collettiva di prossimità.

La proposta (sottoscritta anche da Serenella Fucksia, Misto ex 5 stelle, e Hans Berger, Autonomie) è stata assegnata alla 11a commissione di Palazzo Madama il 12 ottobre scorso.

SUPERARE JOBS ACT Perchè intervenire in materia di lavoro? Perchè, spiega la relazione illustrativa del ddl, il centralismo regolatorio dominante ancora nel nostro Paese "riflette gli assetti di produzione verticali, propri della vecchia economia, con modelli di organizzazione del lavoro standardizzati e rigidi".

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IAC

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