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ORLANDO (PD): L'AMNISTIA? RISCHIA DI ESSERE UNA LOTTERIA /INTERVISTA

Custodia cautelare, Rossomando (Pd): ddl non solo anti sovraffollamento 17 gennaio 2013



(Public Policy) - Roma, 17 gen - (di Gaetano Veninata) No
all'amnistia, la questione carceri va risolta alla radice. E
su anticorruzione e riforma forense dovremo lavorare per
migliorare i testi votati la scorsa legislatura. Parola di
Andrea Orlando, spezzino classe 1969, ex Pci-Pds-Ds, oggi
responsabile Giustizia e portavoce nazionale del Pd (dal
2008) e capolista in Liguria alla Camera alle prossime
politiche.

D. QUALI DEVONO ESSERE LE PRIORITÀ DEL PROSSIMO GOVERNO PER
QUANTO RIGUARDA LA GIUSTIZIA?
R. Le priorità devono essere sicuramente la riforma della
giustizia civile, la questione dell'emergenza carceri e più
in generale l'assetto organizzativo. Questi sono i tre punti
essenziali.

D. LA LEGGE ANTICORRUZIONE DEL MINISTRO SEVERINO VA
RITOCCATA?
R. Assolutamente sì, vanno rivisti alcuni punti che
riguardano il tema dell'autoriciclaggio, la reintroduzione
del reato del falso in bilancio (che è una delle cause per
le quali si riesce a realizzare la provvista per la
corruzione) e poi probabilmente anche un inasprimento
dell'ineleggibilità per le cariche istituzionali.

D. COSA FARE PER LE CARCERI?
R. Intanto approvare rapidamente i provvedimenti che sono
rimasti a metà, penso a quello sulle pene alternative che è
stato approvato dalla Camera ma non ancora dal Senato, poi
portare avanti un provvedimento di depenalizzazione anche
come elemento di alleggerimento del sistema penale. E
ancora: una seria politica di integrazione tra carcere e
territorio, tornare a investire sul fronte del
reinserimento, rilanciare il lavoro in carcere. Insomma:
tornare a investire nel carcere anche dal punto di vista
della riabilitazione.

D. SE CI FOSSERO LE CONDIZIONI PARLAMENTARI, SARESTE
FAVOREVOLI A PROVVEDIMENTI DI AMNISTIA?
R. Noi riteniamo che siano preferibili interventi che
affrontino strutturalmente il problema e non in modo
congiunturale.

D. È UN NO?
R. Diciamo che l'amnistia rischia di essere una sorta di
lotteria, perchè alla fine ne beneficia soltanto chi si
trova in una situazione congiunturale e sta in quel momento
in carcere. Invece vorremmo che si trovi un meccanismo per
smontare i fattori di carcerizzazione di questi anni. In
primo luogo la ex Cirielli (legge del 2005 in materia di
attenuanti generiche, di recidiva, di usura e di
prescrizione; Ndr) che è stata una delle cause
dell'incremento della carcerizzazione (restringe tempi e
ammissibilità per i benefici penitenziari; Ndr).

D. E LA FINI-GIOVANARDI SULLE DROGHE?
R. Sicuramente va rivista.

D. COME?
R. Rimettendo al centro il tema della comunità piuttosto
che quello del carcere, facendo anche un bilancio su che
cosa ha comportato in termini di recidive la carcerizzazione
dei tossicodipendenti.

D. COME SI PUÒ ABBREVIARE LA DURATA DEI PROCESSI SENZA CHE
CI VADA DI MEZZO LA GIUSTIZIA?
R. Per quanto riguarda il civile una prima risposta sarebbe
la costituzione di un ufficio per il processo che accompagni
il giudice nel lavoro. Per quanto riguarda il penale, ci
sono una serie di passaggi che possono essere rivisti, che
nati con finalità di garanzia rischiano soltanto di essere
strumenti di dilazione: penso alla revisione delle modalità
delle notifiche, il ricorso indiscriminato all'appello in
Cassazione, penso al tema dei processi contumaciali. E poi
va rivisto il rapporto tra udienza preliminare e giudizio di
primo grado, che rischiano spesso di essere una duplicazione
dello stesso passaggio.

D. RIVEDRETE LA RIFORMA DELL'ORDINE FORENSE?
R. Ci sono alcune questioni che vanno ritoccate, anche se
consideriamo quella uscita dal Parlamento (a fine
legislatura; Ndr) una base di partenza accettabile.

D. QUAL È IL SUO GIUDIZIO IN MERITO ALLE POLEMICHE SUI
MAGISTRATI IN POLITICA?
R. In verità è una polemica poco fondata perchè se
guardiamo ai numeri i magistrati in politica in questa
tornata saranno meno che in quella precedente. Io credo che
i magistrati siano un pezzo da cui si attinge per la
formazione della classe dirigente. La cosa sui cui
riflettere è invece l'utilizzo politico, talvolta, delle
vicende giudiziarie. (Public Policy)

GAV

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