Public Policy
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PA, PATRONI GRIFFI: BISOGNA RIORGANIZZARE SENZA RIDURRE IL PERSONALE

05 dicembre 2012

(Public Policy) - Roma, 5 dic - Non so se dobbiamo avere
sempre un disegno unitario tra il settore privato e quello
pubblico, bisogna cercare sì convergenze, ma valutare caso
per caso. E pensare oggi a ulteriori interventi di riduzione
è da scartare. Lo ha detto il ministro per la Pubblica
amministrazione Filippo Patroni Griffi, durante un'audizione
in commissione Lavoro alla Camera sulle problematiche
derivanti dal monitoraggio degli esuberi del personale
nella Pa.

NON ABBIAMO PROBLEMI DI DIMENSIONI
"In Italia - ha detto il ministro - non abbiamo un problema
di eccessivo dimensionamento del settore pubblico. Poi
dipende cosa si intende per settore pubblico. Ad esempio,
secondo i dati Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo
sviluppo economico; Ndr) nel Regno Unito c'è un numero
elevato di lavoratori del settore pubblico, ma lì la
disciplina è diversa rispetto alla nostra. Noi dunque siamo
sostanzialmente in media Ocse".

NO A ULTERIORI INTERVENTI DI RIDUZIONE
"Pensare a ulteriori interventi di riduzione oggi è da
scartare. Si può pensare a una diversa distribuzione del
personale, ma oggi in prospettiva dobbiamo pensare a una
corretta allocazione del personale per una maggiore
produttività. Un problema, quest'ultimo, che non è solo del
settore pubblico".

I RAPPORTI TRA PUBBLICO E PRIVATO
"Abbiamo assistito per decenni nel settore privato a
processi di riorganizzazione del personale a spese del
pubblico. In queste situazioni il pubblico giocava come
regolatore di rapporti altrui, ma vedeva a carico proprio il
processo di riorganizzazione industriale. Che ora, per una
volta, lo Stato, per riorganizzare se stesso senza spese
possa prevedere uno strumento di regolazione delle
eccedenze, a me - ha sottolineato Patroni Griffi - non
sembra particolarmente scandaloso".

SUL RECLUTAMENTO
"Dovremmo riuscire a presentare presto un piano sul
reclutamento al Consiglio dei ministri. Mi auguro di
concludere il riordino delle scuole di formazione entro la
legislatura. L'idea è quella di raggruppare il tutto in
un'unica scuola, estendendo il reclutamento non solo ai
dirigenti, ma anche ai funzionari, che una volta
costituivano l'ossatura della Pubblica amministrazione".

SUI PRECARI NELLA PA
"Sono 260 mila, ma non è possibile pensare a una
stabilizzazione di massa: ci sono 130 mila precari nella
scuola, 115 mila nella sanità e enti locali e 15 mila nelle
amministrazioni centrali (dati del conto annuale 2011 della
Ragioneria dello Stato; Ndr)".

"Tra le possibilità per risolvere temporaneamente il
problema dei contratti in scadenza, c'è la deroga al limite
massimo per i contratti a termine (36 mesi; Ndr) portandola
in alcuni casi a 60 mesi".

"Il precariato riguarda soprattutto settori particolari,
quali sanità, enti locali ed enti di ricerca. Il precariato
è fisiologico, ma la presenza di lavoratori a progetto,
soprattutto negli enti di ricerca, non va però eliminato. Il
problema è disciplinarlo, e la speranza è di assicurare la
ricollocabilità del ricercatore in altri progetti". (Public
Policy)

GAV

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