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PALESTINA ALL'ONU, TERZI: VOTO FAVOREVOLE SEGNALE PER I MODERATI ANP

terzi 11 dicembre 2012

(Public Policy) - Roma, 11 dic - La decisione dell'Italia di
votare sì all'Onu in merito alla Palestina è un segnale di
solidarietà alla leadership palestinese moderata che
consideriamo l'unico interlocutore per una soluzione
negoziata del conflitto, senza mettere in discussione la
tradizionale e profonda amicizia italiana con Israele. Lo ha
detto il titolare della Farnesina Giulio Terzi, durante
un'audizione nelle commissioni riunite Esteri di Camera e
Senato.

PERCHÈ NON ABBIAMO INFORMATO IL PARLAMENTO
"Alcuni ministri (di altri Paesi; Ndr) - ha detto Terzi -
hanno potuto approfondire la decisione nei rispettivi
Parlamenti, per noi non è stato possibile per motivi
pratici. Il presidente del Consiglio Monti si è curato di
approfondire questi temi nel modo e nelle forme che hanno
assicurato la possibilità al Governo di cogliere il senso
dell'opportunità di un sì".

"Una decisione che ha tenuto in conto l'atteggiamento dei
Paesi mediterranei, i Paesi europei del Mediterraneo, che
hanno espresso un voto unitario da leggere anche in
relazione al lavoro fatto nei 5+5, riportando l'asse e
l'attenzione dell'intera Ue verso il Mediterraneo".

L'IMPORTANZA DEL RAPPORTO PARLAMENTO-GOVERNO
"La politica estera - ha sottolineato il titolare della
Farnesina - è un settore rilevante per la coscienza
nazionale del nostro Paese. Di fondamentale importanza è
l'interazione tra Governo e Parlamento, nelle forme dovute
con precisione e con scrupolo. Ritengo di averlo fatto con
il governo costantemente in questi 12 mesi".

"La politica estera
italiana - ha proseguito Terzi - non può vivere di
improvvisazioni, ci dev'essere un'impostazione bipartisan,
siamo un Paese che fatica ad affermarsi e per questo è
essenziale unitarietà d'impegno, di forze e di apporti
politici, bisogna agire come sistema politico convinto".

NEGOZIARE, NEGOZIARE, NEGOZIARE
In Medio Oriente "bisogna ridare impulso al processo
negoziale, c'è un'agenda sola per i 27 Paesi Ue. Il processo
di pace deve riprendere, amicizia e comprensione sia per gli
uni che per gli altri. No ad atteggiamenti partigiani o
squilibrati".

IL RUOLO DI HAMAS
"Hamas - ha detto ancora Terzi - rappresenta un troncone
dell'opinione pubblica palestinese, estremamente
problematico. Il cessate il fuoco non ha cambiato la natura
dei suoi dirigenti. È un'organizzazione messa sulla lista
delle organizzazioni terroristiche dall'Ue, perchè ha
firmato un'infinità di attentati suicidi. E si è dotata di
armamento offensivo estremamente preoccupante".

"È interlocutore dei Paesi che ha intorno, Egitto e Turchia
in particolare, ma è un interlocutore (non politico) anche a
livello di organismi d'intelligence di molti altri Paesi. È
un problema serio nel mondo palestinese, per questo non
dobbiamo dare la sensazione, alla loro leadership, che
possano avere un upgrading di legittimazione politica per il
fatto di usare la forza". (Public Policy)

GAV

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