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PAREGGIO DI BILANCIO, DUILIO (PD): SPERIAMO NELL'APPROVAZIONE AL SENATO

12 dicembre 2012



(Public Policy) - Roma, 12 dic - (di Laura Preite) "Siamo
molto soddisfatti, abbiamo raggiunto un punto di equilibrio,
di sintesi. Speriamo che il nostro sforzo non venga perso,
le modifiche hanno cercato di tener conto anche delle
proposte di legge Azzolini, Agostini e Garavaglia,
presentate al Senato, e di quanto emerso in sede di incontri
informali con il Governo".

Il relatore Pd della proposta di
legge sul pareggio di bilancio in Costituzione, Lino Duilio,
è soddisfatto dopo l'approvazione "quasi all'unanimità"
nell'Aula della Camera. La proposta di legge è di tipo
rafforzato, quindi necessitava di una maggioranza assoluta.

"Se proprio fosse necessario cambiarla - continua Duilio
commentando il rischio stop paventato ieri al Senato -
speriamo che venga approvata prima della fine della
legislatura, sarebbe un segno importante di impegno del
nostro Paese nei confronti dell'Europa".

UN FISCAL COUNCIL CON UN PRESIDENTE FORTE
"È un testo che declina coerentemente quanto scritto in
Costituzione (all'articolo 81; Ndr) - continua il relatore -
non vedo grandi differenze con le proposte depositate al
Senato. Se il problema riguardava il Fiscal council
(l'organo parlamentare di controllo; Ndr) l'abbiamo risolto,
con emendamenti presentati ieri sera. Abbiamo rafforzato i
poteri del Presidente. Per esempio solo lui decide delle
audizioni, propone le analisi e i rapporti prodotti dal
Fiscal council".

La questione era se il Fiscal council, organo parlamentare
composto da un massimo di 40 membri, dovesse avere un
vertice monocratico o collegiale. La soluzione individuata
dall'articolo 16 è che rimanga un vertice collegiale di tre
membri, ma con un presidente più forte, "quasi un modello
Bce con un presidente e un board".

Una soluzione studiata nel dettaglio: "In commissione
Bilancio abbiamo fatto ricorso a un'analisi comparativa
predisposta da un dossier della Camera, in cui si passano in
rassegna le strutture similari, e la stragrande maggioranza
dei Paesi hanno un vertice che non è monocratico".

REGIONI ED ENTI PIÙ VIRTUOSI SARANNO PREMIATI
Sul ruolo delle Regioni e degli enti locali, all'articolo
9, è stato trovato un equilibrio che tenesse in particolare
conto delle richieste arrivate dalla Lega Nord: "Se bisogna
conseguire il pareggio con ulteriori obblighi di bilancio si
terrà conto della realtà differenziata, di parametri di
virtuosità, chi è più virtuoso dovrà fare minori sacrifici".

Poi ci sono le autonomie locali e le Regioni a statuto
speciale, "laddove c'era un problema di compatibilità con
gli statuti, solo nel caso di ulteriori obblighi se ne terrà
conto, per il resto anche le autonomie contribuiscono al
pareggio di bilancio", continua il relatore.

Una modifica più di forma che di sostanza,

ma che chiarisce un'eventuale ambiguità, è
quella contenuta nell'articolo 5: "Se l'Europa stabilisce il
tasso programmato di crescita della spesa per esempio del
5%, questo tasso non può essere superato. Nella prima
formulazione della proposta si faceva riferimento al tasso
annuo della spesa, con il nuovo testo si fissa il livello
della spesa delle amministrazioni. Così, qualora cambiasse
il tasso di crescita comunitario, i documenti di
programmazione si adegueranno di conseguenza. Si è evitato
di fissare un tetto rigido".

SI TERRÀ CONTO DEGLI INVESTIMENTI
Altro tema cruciale è che la spesa per investimenti non
pesi sulla spesa pubblica ai fini degli obiettivi di
bilancio. Ne parla l'articolo 3: "È un elemento che potrà
diventare molto importante anche per il futuro - commenta
Duilio - Cioè se ci sono delle riforme strutturali che
abbiano un impatto positivo sulla sostenibilità delle
risorse pubbliche, devono essere tenute in considerazione.

In commissione abbiamo deciso di non modificare il testo
perché già la Commissione europea si sta orientando in
questo senso, prevedendo che gli investimenti consentano uno
spostamento temporaneo dall'obiettivo strutturale".

UN NUOVO BILANCIO A BASE ZERO
Il nuovo articolo 21 prevede un unico disegno di legge di
bilancio, articolato in due sezioni, una che corrisponde
all'attuale legge finanziaria e l'altra al bilancio.

Ma non è questa la vera novità. Si introduce una "rivoluzione",
anche se in via sperimentale: "Abbiamo inserito un
emendamento che prevede il bilancio a base zero (0 based
badgeting). Il bilancio diventa così l'unico strumento di
governo della politica finanziaria dell'Esecutivo - spiega
Duilio -. Ogni anno si comincia da capo, semplificando, per
questo viene chiamato a base zero".

"Una vera rivoluzione, più del bilancio di cassa", continua
l'esponente Pd. Oggi, infatti, c'è il bilancio a
legislazione vigente, in cui si tende a perdere il controllo
sulle leggi, sull'efficacia e sugli effetti che producono in
una logica incrementale della spesa. Da domani si
analizzeranno tutte le spese.

"Il bilancio diventa il vero grande strumento che consente
di fare la verifica ex ante ed ex post. Finalmente il
Parlamento ha una leva che consente di pronunciarsi sulle
grandi questioni. Il Parlamento farà una ricognizione delle
leggi già finanziate decidendo di confermare, rifinaziare o
definanziarne alcune, oppure di approvarne di nuove".

"Un domani - conclude Duilio - si dovrà entrare più nel
merito della spesa, come già fanno altri Paesi.

La sperimentazione sarà messa in pratica dalla Ragioneria dallo
Stato ed entro giugno 2014 il ministro dell'Economia dovrà
presentare una relazione al Parlamento. Sarà poi il prossimo
Parlamento a decidere se adottare questo nuovo metodo in via
definitiva o no".

L'ARTICOLO 81 DELLA COSTITUZIONE
La legge costituzionale approvata ad aprile ha modificato
l'articolo 81 introducendo l'equilibrio di bilancio, formula
preferita alla dicitura 'pareggio': "Lo Stato assicura
l'equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio,
tenendo conto delle fasi avverse e delle fasi favorevoli del
ciclo economico". La proposta approvata oggi specifica il
contenuto di tale norma. (Public Policy)

LAP

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