Public Policy
Facebook Twitter Feed RSS

Alla Camera c'è una legge per decidere cos'è il pane

pane 18 gennaio 2016

ROMA (Public Policy) - di Luca Iacovacci - Garantire il diritto all'informazione dei consumatori e valorizzare il pane fresco, fissando anche "la definizione del pane, di prodotto intermedio di panificazione, di lieviti utilizzabili e di paste acide".

E prevedere norme sull'attività di panificio e la modalità di vendita, sulle caratteristiche del forno di qualità e sui compiti del responsabile dell'attività produttiva.

Sono questi i principali contenuti di una proposta di legge alla Camera, a prima firma di Giuseppe Romanini (Pd), che prosegue in questi giorni il proprio iter di approvazione in commissione Agricoltura a Montecitorio.

Perché il Parlamento deve intervenire sul pane? Perchè, spiega la relazione illustrativa, "ad oggi la legge non garantisce il consumatore nel riconoscimento del pane fresco artigianale rispetto al pane conservato, distinzione necessaria non solo per i panificatori ma anche per gli acquirenti a cui la legge ha promesso, fin dal 2007, di fornire gli elementi utili per compiere un acquisto oculato riuscendo a comprendere se il pane che si compra è fresco artigianale o, ad esempio, sfornato ma prodotto con base surgelata o prodotto altrove, anche fuori dall'Ue".

LE DEFINIZIONI DI PANE
Come ha illustrato il relatore sul provvedimento, Francesco Prina (Pd), la pdl definisce il pane "come il prodotto ottenuto dalla cottura totale o parziale di una pasta convenientemente lievitata, preparata con sfarinati di grano, acqua e lievito, con o senza aggiunta di cloruro di sodio o sale comune", e prevede la possibilità di possibili denominazioni aggiuntive.

continua - in abbonamento

 

© Riproduzione riservata