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PARLAMENTO, MONTI: VOLEVO SOLO LA GOVERNABILITÀ

18 marzo 2013

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(Public Policy) - Roma, 18 mar - "Non mi pare di aver
rincorso poltrone. Nel novembre 2011 ho accettato la
presidenza del Consiglio ma solo perché me lo ha chiesto il
presidente Napolitano, con l'accordo delle tre principali
forze politiche in condizioni di emergenza". Così Mario
Monti in un'intervista alla Stampa spiega la sua candidatura
alla presidenza del Senato e svela le trattative con gli
altri partiti.

"Quando ho invitato Pier Luigi Bersani a Palazzo Chigi il 7
marzo in preparazione del Consiglio europeo, il segretario
del Pd mi ha semplicemente espresso il suo orientamento per
decisioni condivise in merito ai vertici delle istituzioni,
sul quale mi sono dichiarato d'accordo" continua Monti. "In
parallelo, alcuni esponenti del Pd in via informale erano
più espliciti, proponendo la presidenza del Senato a me a
fronte di un appoggio al Pd per la presidenza della Camera.

Nel frattempo, all'interno di Scelta civica era stato
convenuto che avremmo insistito per una convergenza larga
sulle cariche istituzionali, in coerenza con l'impostazione
affermata fin dalla nascita del movimento dati i gravi
problemi che l'Italia ha di fronte a sé e le profonde
riforme necessarie". Aggiunge il premier uscente, "se ci
fosse stato consenso su ciò, saremmo stati disponibili ad
una mia candidatura al Senato, proprio per contribuire ad un
quadro ampio di governabilità".

Dopo il Pd chiude, racconta il premier. Bersani telefona a Monti, mentre
quest'ultimo è a Bruxelles: "Ha accennato alle sue
difficoltà ad allargare il gioco al Pdl, all'indisponibilità
del M5s e all'importanza che almeno Scelta civica
partecipasse alle decisioni condivise, indicando un proprio
nome per il Senato o per la Camera, purché non fosse il mio
poiché gli risultavano obiezioni da parte di ambienti del
Quirinale".

L'opposizione di Napolitano, Scelta civica che non riesce a
trovare un altro nome per il Senato, a parte Monti ("I
gruppi parlamentari riuniti hanno escluso di indicare un
altro nome"), così si arriva al secondo round di trattative,
la presidenza del Senato al Pdl, a Renato Schifani: "Ne ho
parlato con Gianni Letta - continua il leader di Scelta civica.

La trattativa riguardava esclusivamente la
possibilità che Scelta civica sostenesse la candidatura del
Pdl per il Senato, a condizione però che il Pdl dichiarasse
che non avrebbe frapposto ostacoli pregiudiziali alla
nascita di un eventuale governo di centrosinistra presieduto
da un esponente Pd (verosimilmente Bersani), sia pure senza
votargli la fiducia, nell'interesse della governabilità.
Proposta respinta. Così Scelta civica, in coerenza con se
stessa ha votato scheda bianca, al Senato come alla Camera".
(Public Policy)

LAP

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