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PARTITI, BERTOLA (M5S): NEL MOVIMENTO SI AFFERMA UNA CULTURA ANTIMERITOCRATICA

5675206975_4854b87625_z 06 marzo 2013

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(Public Policy) - Roma, 6 mar - "Confesso di essere
piuttosto perplesso per l'affermarsi in buona parte del
Movimento di una cultura post-maoista che rifiuta qualsiasi
forma di meritocrazia come se fosse un disvalore".

La critica, su Facebook, viene da Vittorio Bertola, uno degli
esponenti più noti del Movimento 5 stelle al Nord,
consigliere comunale a Torino e candidato sindaco grillino
per le amministrative del 2011 (che incoronarono Piero
Fassino primo cittadino).

Commentando un articolo di Fabio Sabatini sul Fatto
Quotidiano (critico sulla scarsa meritocrazia all'interno
del Movimento) Bertola prima scrive del giornalista che "non
ha colto il fatto che i nostri parlamentari sono
esplicitamente scelti in quanto gente comune e non in quanto
superesperti di questo o di quello, e che dovranno
utilizzare l'intelligenza della rete piuttosto che agire da
soli. D'altra parte, se non l'ha colto è perché quanto sopra
è ancora tutto da organizzare (non c'è ancora nemmeno un
blog o un forum per discutere con i parlamentari) e dunque
speriamo che Grillo e i parlamentari se lo mettano come
prima priorità".

Poi aggiunge l'accenno sul post-maoismo e chiude: "Un conto
sono le cariche elettive con ruolo di indirizzo e controllo,
dove la cosa più importante è essere onesti e
disinteressati, ma se dovremo amministrare l'Italia
bisognerà metterla in mano alle persone più competenti e non
a quelle più attive e simpatiche in rete". (Public Policy)

GAV

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