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Partiti, tra le cose belle di Forza Italia essere liberi "di dire minchiate" (secondo Saverio Romano)

forza italia 17 giugno 2014

ROMA (Public Policy) - La parola, anzi le parole chiave sono "libero" e "libertà". Che declinate nel linguaggio classico del mondo vicino a Forza Italia e a Silvio Berlusconi, almeno idealmente, sono state spesso usate per parlare di libertà d'impresa, degli imprenditori, dei commercianti, dalla burocrazia, dal fisco, dallo Stato 'pesante', dal controllo asfissiante della magistratura "politicizzata".

Oggi, invece, dalle parti di San Lorenzo in Lucina viene inaugurato un nuovo tipo di libertà, quella "di sparare minchiate". Parole e tweet di Saverio Romano, siciliano (da lì l'uso dell'attributo maschile al femminile) ex ministro delle Politiche agricole, che di Forza Italia è attualmente membro del comitato di presidenza. Attenzione, perchè alla libertà si associa sempre la paura (per i berluscones) di essere accusati - sempre dalla magistratura "politicizzata" - di abusarne. E allora Romano aggiunge: "Senza che questo sia reato".

Non solo: lo si può fare ("sparare minchiate") con "il pennacchio in testa", sintomo di libertà di costumi oltre che d'opinione. Ma con chi ce l'ha, Romano? Con il coordinatore nazionale di Forza Italia Marcello Fiori, 'reo' (anzi no: libero) di rilasciare interviste a Libero (scherzi del destino) dove parla di primarie come di "un freno al rinnovamento", visto che "chi parla di primarie chiede testualmente 'legittimazione dal basso', cioè di perpetuare l`esistente. Quante possibilità ha un neo-presidente di club di battere alle primarie chessò un ex ministro?".

"Minchiate", secondo Romano. Ma è anche questo, ricorda l'ex ministro, "il bello di Forza Italia". (Public Policy)

@VillaTelesio

GAV

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