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Partiti, Giachetti: la festa è già finita. Con M5s confronto sulle riforme

camera, giachetti scrive a beppe grillo: siamo al 'caccia all'uomo day' 26 maggio 2014

ROMA (Public Policy) - "Noi" e "loro", e cioè: noi del Pd e loro del Movimento 5 stelle. Roberto Giachetti affida a un post sul suo blog il proprio commento ai risultati delle europee, facendo riferimento ai due risultati più inattesi e clamorosi: il successo del suo partito e del suo leader, il Pd e Matteo Renzi, e la percentuale al di sotto delle attese ottenuta dal movimento di Beppe Grillo. E se da una parte invita la 'minoranza' del Partito democratico ad 'appizzare le orecchie' e ricompattarsi dopo l'esito delle urne, dall'altra fa appello al M5s per un confronto sulle riforme.

"Oggi possiamo dire senza azzardi - esordisce il vicepresidente della Camera, parlando del Pd - che se un anno e mezzo fa avessimo fatto delle primarie davvero aperte Renzi le avrebbe vinte, e con Renzi candidato alla Presidenza del Consiglio il risultato sarebbe stato ben diverso per il Pd e il Governo che avrebbe guidato il Paese sarebbe un altro. Penso sia utile per capire il senso di questo straordinario risultato ripercorrere la storia dell'ultimo anno attraverso i numeri".

Le cifre uscite dalle urne, per Giachetti "basterebbero da sole a spiegare tante cose sia riguardo il passato sia rispetto al futuro". L'"incredibile successo" attribuito al Pd di Renzi, sottolinea quindi, "non è solo un tributo alla sua personale determinazione ma un'evidente richiesta di dare rapida concretizzazione all'idea di Italia riformata che ha disegnato in questi mesi". "E allora però", prosegue il parlamentare andando a toccare il tema delle correnti interne al partito, "tutti devono 'appizzare' bene le orecchie ora. Non parlo dei partner di governo perché lì sono convinto che il messaggio sia stato ben recepito. Parlo invece della cosiddetta minoranza interna".

"La festa è già finita", incalza il vicepresidente di Montecitorio, "va tenuta nel cuore ma sgombrata dalla mente perché gran parte della strada è ancora tutta davanti a noi e ciascuno deve sapere che i milioni di persone che ci hanno votato con speranza non possono essere traditi, come spesso accaduto in passato, per miopi giochini interni".Riferendosi al Movimento 5 stelle Giachetti nega di volersi arrendere all'idea "che i rappresentanti di milioni e milioni di persone possano continuare a sottrarsi dal dare il proprio contributo al cambiamento del Paese".

La linea del "mi chiamo fuori da tutto, combatto contro tutto e non mi sporco le mani con gli altri che sostanzialmente fanno schifo perché solo io sono puro e interpreto la verità" incalza il deputato, "è stata chiaramente bocciata dagli elettori. Credo che più e prima della sconfitta di Grillo vi sia una evidente bocciatura di questa linea politica" d

L'esponente Pd invoca dunque "occasioni non solo di confronto ma anche di incontro soprattutto sul terreno delle riforme istituzionali ed elettorali". Il dialogo è, per il politico del Pd, "l'unica chiave di volta per offrire al nostro Paese un vero cambiamento. Spetta anche a noi, anzi spetta prima a noi, lavorare per far sì che quei milioni di italiani che hanno votato per il Movimento 5 stelle possano sentirsi protagonisti (nella chiara differenze di vedute su tante altre cose) nel processo di cambiamento che attende il nostro Paese". (Public Policy) RED

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