Public Policy
Facebook Twitter Feed RSS

PARTITI, GLI EX M5S: "DEMOCRAZIA IN MOVIMENTO", NO AL LEADERISMO

2 19 marzo 2013

1

(Public Policy) - Roma, 19 mar - Finora c'è una carta
fondativa dei principi, ci sono 231 iscritti al gruppo su
Facebook ma manca ancora uno statuto (e non perché non è
previsto, come nel Movimento 5 stelle). Parliamo di
"Democrazia in movimento", lanciata ai primi di febbraio da
un gruppo di ex militanti ed epurati del M5s, tra cui il più
noto è probabilmente il consigliere comunale di Ferrara
Valentino Tavolazzi.

Quest'ultimo è il fondatore della lista civica Progetto per
Ferrara e venne espulso a marzo 2012 da Grillo a causa della
sua partecipazione a una convention locale che discuteva
delle forme d'organizzazione del Movimento.

"Democrazia in movimento" ha come obiettivo quello di
crescere e diventare - attraverso sito (ancora in versione
beta), social network e incontri 'fisici' - un vero
movimento politico, sulla falsariga del Movimento 5 stelle
ma senza i difetti che secondo i promotori il M5s ha:
leaderismo, democrazia solo apparente, scarsa trasparenza.

LA CARTA FONDATIVA (E LE FRECCIATINE AL M5S)
"Il Movimento" (così si autodefinisce) è "laico e si basa
sulla democrazia diretta". L'obiettivo di Tavolazzi e degli
altri promotori è "la partecipazione di tutti alla gestione
della 'cosa pubblica' nel modo più capillare ed accessibile
possibile". Vengono condannati "tutti i sistemi autoritari,
liberticidi, totalitari, non democratici o di democrazia
apparente".

Il Movimento ripudia "la guerra e la violenza" e "riconosce
e si impegna a tutelare le risorse naturali quali beni
universali ai quali tutti devono accedere in modo equo,
solidale e sostenibile". Per quanto riguarda l'iscrizione,
"tutti, se non iscritti a partiti o movimenti politici
nazionali, possono aderire al Movimento secondo i criteri
stabiliti dallo statuto (che ancora non c'è; Ndr).
L'esclusione è ammessa solo in presenza di violazione dei
principi fondanti e dello statuto.

Il Movimento riconosce
inoltre a tutti gli aderenti "il ruolo di indirizzo e di
governo ed è contrario a qualsiasi espressione o forma di
leaderismo inteso come supremazia di uno o pochi sugli
altri". I ruoli interni sono "a rotazione, secondo modalità
stabilite con il metodo della democrazia diretta.
Per quanto riguarda gli incarichi istituzionali, "il
Movimento interpreta l'impegno in politica come servizio
civile, con incarichi istituzionali da svolgere per un
periodo limitato della propria vita. Tale impegno non può
rappresentare fonte o occasione di arricchimento economico
personale. Tutti coloro che si impegnano nelle istituzioni
devono fruire di uguali tutele rispetto all'interruzione
della propria attività lavorativa".

"Democrazia in movimento" ispira "la propria attività
interna ed esterna al principio della trasparenza e della
tracciabilità", e rinuncia "al finanziamento pubblico ai
partiti" ma solo "così come è regolato dalle attuali norme".
Lo statuto determinerà infatti "modalità e limiti del
finanziamento privato nel rispetto del principio di
diffusività".

Il Movimento è - si legge ancora - "favorevole alla
promozione da parte dello Stato, che allo scopo mette a
disposizione le necessarie risorse secondo principi di
parità, equità e trasparenza, della libera associazione di
cittadini finalizzata a concorrere, con metodo democratico,
alla politica nazionale". (Public Policy)

GAV

© Riproduzione riservata