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Partiti, per il M5s le nuove regole garantiscono 100 milioni di fondi pubblici

soldi 19 febbraio 2014

ROMA (Public Policy) - I parlamentari del Movimento 5 stelle preannunciano una battaglia di emendamenti sul decreto legge governativo riguardante le nuove regole sui contributi economici volontari a favore delle forze politiche, esaminato, emendato e approvato dal Senato. Testo che prevede robuste agevolazioni fiscali e la facoltà, a partire dal 2014, di destinare ai partiti la quota del 2 per mille del reddito pro-capite soggetto all'Irpef.

Nel corso del suo intervento nell'Aula della Camera, che ha iniziato la discussione generale, Roberta Lombardi ricorda come "il testo venda fumo e illusioni per scopi elettorali, poiché non abolisce il finanziamento pubblico e garantisce nel 2014 un fiume di risorse complessive pari a 100 milioni e 400mila euro". A tanto ammonta, rileva l'ex capogruppo del M5s a Montecitorio, la cifra totale tra contributi diretti e sgravi fiscali sui contributi volontari di persone fisiche e giuridiche, regime del 2 per mille e cassa integrazione all'infinito riservata come privilegio ai lavoratori dei partiti privi di occupazione, 14 milioni soltanto per quest'anno: "Se tutti i gruppi oggi rinunciassero ai fondi statali, come abbiamo fatto noi con 42 milioni, il risparmio sarebbe ben più alto. Briciole, comunque, rispetto ai 2,7 miliardi di euro che le forze politiche dovrebbero restituire a partire come somme illegittimamente ricevute dal 1994 ad oggi".

Altro bersaglio polemico degli esponenti M5s è "il tetto abnorme di 100mila euro per le erogazioni liberali, beneficiarie di considerevoli detrazioni fiscali ben più elevate rispetto agli sgravi previsti per i normali cittadini, oltre ai lasciti mortis causa che non hanno soglie: norme che affidano la politica nelle mani delle lobby portatori degli interessi dei grandi poteri". Per il M5s è molto più ragionevole un limite di 30mila euro.

Riguardo ai meccanismi sanzionatori per chiunque violi le norme sulla trasparenza dei bilanci e sui limiti per i contributi volontari, Lombardi invoca lo stop definitivo alla ricezione delle risorse dei cittadini: "Molto più serio ed efficace rispetto alle multe parziali difficili da riscuotere e spalmate nel tempo". Contro "la truffa e la farsa che ha accompagnato l'Italia all'indomani della consultazione popolare del 1993" il Movimento guidato da Beppe Grillo rifiuterà l'iscrizione nel registro ufficiale previsto nel decreto legge per accedere ai contributi fiscalmente agevolati. E a chi ricorda che i fondi pubblici vigono in tutti i paesi europei, Lombardi replica che in nessuna nazione Ue esiste la corruzione capillare riscontrata nei partiti italiani". (Public Policy)

VIC

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