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PARTITI, MONTI: OBIETTIVO GRANDE COALIZIONE RAGGIUNTO, ORA SC SARÀ IL PUNGOLO

16 maggio 2013

PARTITI, MONTI: OBIETTIVO GRANDE COALIZIONE RAGGIUNTO, ORA SC SARÀ IL PUNGOLO

Foto - La Presse

(Public Policy) - Roma, 16 mag - "Primo obiettivo
realizzato: spingere alla convergenza i due partiti maggiori
e contrapposti, Pd e Pdl, per meglio affrontare i problemi
del Paese. È nata una grande coalizione, come del resto era
di fatto anche quella del nostro Governo. Scelta Civica sarà
coscienza critica e pungolo" del nuovo Esecutivo.

Per l'ex presidente del Consiglio Mario Monti, Scelta Civica ha
raggiunto anche il secondo obiettivo: "Volevamo continuità -
spiega Monti in un'intervista alla Stampa - sia
nell'ancoraggio europeo dell'Italia, sia nelle riforme
istituzionali e politico-sociali. Anche questo, almeno nel
programma di governo, mi pare un risultato conseguito".

E anche un'altra indicazione di Scelta Civica è stata
accolta, dice Monti: "Avevamo chiesto che nel Governo non vi
fossero figure decisive e che venisse scelto qualche
ministro tecnico in settori chiave, come quello
dell'Economica, per poter contribuire alla credibilità
complessiva".

Dopo le elezioni di febbraio da Scelta civica "c'è stata
poca comunicazione pubblica. Me ne assumo la
responsabilità", dice l'ex premier, che aggiunge: "In
compenso abbiamo intensamente operato, tanto per il rinnovo
delle cariche istituzionali quanto per la nascita del
governo". Ma la "mission" di Scelta Civica "non si è
esaurita". Da parte dei montiani, ora sarà necessario "un
ruolo di stimolo e di vigilanza - dice Monti - se si vuole
che le due direttrici fondamentali, l'ancoraggio europeo
dell'Italia e le riforme, vengano sviluppate in modo
rigoroso, direi quasi inflessibile".

C'è comunque un timore di fronte al nuovo Esecutivo:
"Temiamo, e ci batteremo perché ciò non accada, una grande
coalizione a somma zero, che cerchi di bilanciare i favori a
destra e a sinistra. Abbiamo insistito per la pacificazione
- precisa Monti - ma questa non deve essere pagata al prezzo
di mancate riforme. Per indurre il cambiamento, il Governo
dovrà essere esigente anche verso le forze economiche e
sociali e non semplicemente assecondare le loro richieste".

E conclude: "Produttività e competitività vanno posti al
cuore dell'azione di Governo. Le corporazioni dovranno
accettare di deporre le armi". (Public Policy)

SOR

 

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