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Partiti, il Pd propone una riduzione fino al 75 % dei fondi pubblici

finanziamento 05 febbraio 2014

ROMA (Public Policy) - Tagliare gradualmente nei prossimi 3 anni le risorse pubbliche destinate alle forze politiche. È l'obiettivo della proposta presentata dal parlamentare del Pd Giorgio Pagliari, molto vicino a Matteo Renzi, al decreto legge governativo riguardante le nuove regole per il contributo volontario e fiscalmente agevolato a favore dei partiti.

Il provvedimento, all'esame di Palazzo Madama, prevede fino al 2017 un regime transitorio che conserva gli stanziamenti statali nella forma di rimborsi per le spese elettorali. Tema su cui va a incidere l'emendamento riformulato dal senatore democratico: "Il finanziamento pubblico è riconosciuto integralmente nel corso del 2014. Nei 3 anni successivi, verrà ridotto rispettivamente del 25, del 50 e del 75 %".

LE OBIEZIONI DEL CENTRODESTRA SUGLI SGRAVI FISCALI
Nel frattempo in prima Commissione si profila una battaglia legislativa tra i gruppi parlamentari, soprattutto sull'entità e sui beneficiari delle agevolazioni fiscali per i versamenti spontanei e per la destinazione del 2 per mille dell'importo Irpef. Il rappresentante di Grandi autonomie e libertà Giovanni Mauro punta ad allargare l'accesso ai contributi privati in regime tributario di vantaggio e alla ripartizione annuale delle risorse derivanti dalla destinazione del 2 per mille a tutte le forze politiche che presentino uno statuto, una vita interna, regole di scelta della classe dirigente e di trasparenza dei bilanci conformi alla Costituzione repubblicana e al metodo democratico.

"A prescindere dal consenso ricevuto nelle competizioni elettorali e dalla stessa partecipazione al voto". Condivisione per la proposta, che incontra l'opposizione della relatrice Isabella De Monte del PD, viene manifestata da Donato Bruno di Forza Italia. Il quale ritiene opportuno distinguere fra partiti e liste civiche e oltrepassare la soglia dei 100mila euro come limite massimo fissato per le erogazioni liberali di ogni persona fisica. Il rischio di possibili elusioni degli obblighi impositivi è richiamato da Roberto Calderoli della Lega Nord, che teme la creazione di associazioni fittizie per consentire al contribuente di godere delle agevolazioni fiscali.

LE PRIORITÀ DEL MOVIMENTO 5 STELLE
Al centro delle proposte del M5s, che mira ad abrogare integralmente e subito le sovvenzioni statali per le organizzazioni politiche, vi è la valutazione molto critica sull'entità delle detrazioni fiscali previste per i contributi ai partiti. Vito Crimi la reputa "ingiustificatamente più alta degli sgravi fissati per i versamenti a favore di associazioni senza scopo di lucro". Finalità dei parlamentari penta-stellati è rimuovere del tutto l'agevolazione tributaria o ridurne la portata al 19%, uniformandola al regime in vigore per le Onlus.

Altro obiettivo portato avanti dagli esponenti Cinque stelle per bocca di Giovanni Endrizzi è estendere gli sgravi ai cittadini che versino contributi e risorse a formazioni di nuova costituzione, e non soltanto ai gruppi che hanno già partecipato alle consultazioni elettorali: "In tal modo viene eliminata un'inaccettabile disparità di trattamento tra contribuenti".

LE RISERVE DEL PARTITO DEMOCRATICO
Argomentazioni che trovano una risposta negativa nel rappresentante del Partito democratico Maurizio Migliavacca. A suo giudizio è opportuno che le detrazioni siano connesse e vincolate alla partecipazione al voto del partito o movimento beneficiario dei contributi volontari: "Si tratta di un principio applicato nei principali paesi europei".(Public Policy)

EDP

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