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La proposta sui partiti avrà presto un testo base

costituzione 01 aprile 2016

di Sonia Ricci

ROMA (Public Policy) - Rispetto dei principi di trasparenza e di democrazia interna nell'organizzazione di un partito, anche attraverso l'adozione di uno statuto.

Il testo base sull'attuazione dell'articolo 49 della Costituzione, sui partiti politici, "cercherà di inquadrare in modo non rigido elementi di garanzia che assicurino il rispetto di questi principi".

È questo l'obiettivo del relatore delle proposte di legge sui partiti, Matteo Richetti (Pd), impegnato nella stesura del testo base che sarà presentato a breve in commissione Affari costituzionali alla Camera.

Come anticipato nei giorni scorsi, il deputato Pd dovrà convogliare le richieste dei gruppi e in qualche modo superare le quattro proposte Pd depositate (a firma del vicesegretario Lorenzo Guerini, di Paolo Fontanelli, Roberta Agostini e Sandra Zampa) e una dell'Udc (a firma dell'ex ministro Gianpiero D'Alia). Il relatore lavora in particolare su due temi: la personalità giuridica e lo statuto (due temi che si ritrovano anche nella pdl Guerini).

A quanto si apprende, l'intenzione sarebbe quella di non rendere obbligatorio il possesso della prima per la presentazione delle liste elettorali. Diversa, invece, l'ipotesi che gira intorno alla seconda questione: nel testo base, infatti, potrebbe essere previsto il vincolo dello statuto per la partecipazione alle elezioni.

Dunque molto probabilmente - ne sono convinti diversi deputati della maggioranza - il tipo di personalità che si attribuirà ai futuri partiti non costituirà una discriminante per la partecipazione alle elezioni. Imporre un limite simile, infatti, potrebbe non corrispondere al dettato dell'articolo 49 della Costituzione, che prevede che "tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente".

Un problema sostanziale che diversi costituzionalisti, durante le audizioni in I commissione, hanno sottolineato. Pericolo condiviso anche da alcuni della maggioranza che chiedono di non considerare l'ipotesi di escludere la formazione politica che non aderisca alla futura forma giuridica. Anche sul tema dell'obbligatorietà dello statuto ci sono diversi dubbi.

Ed è allo studio, per poter sciogliere il nodo, un sistema di "incentivi". Nel testo base potrebbe essere prevista non l'esclusione tour court ma - come già previsto per il finanziamento pubblico tramite il 2 per mille - chi si doterà di uno statuto potrà usufruire di una serie di aiuti, come l'utilizzo gratuito di spazi pubblici e l'esenzione della raccolta delle firme per presentarsi alle consultazioni.

Durante la seduta di mercoledì, in cui è proseguita la discussione generale, Richetti ha precisato che non sono venute meno "le ragioni d'essere" della proposta di legge a prima firma Lorenzo Guerini (Pd), ovvero il testo più criticato dal Movimento 5 stelle che contesta l'ipotesi di rendere obbligatorio lo statuto per partecipare alle elezioni (vincolo che potrebbe costringere il M5s a modificare il loro 'non-statuto').

"Rimane ben viva la necessità - ha proseguito Richetti - di dare concretezza, come sottolineato da molti esperti nel corso delle audizioni, ai concetti di 'liberamente' e di 'metodo democratico' enunciati dall'articolo 49 della Costituzione".

E non è venuta meno l'esigenza, alla base anche della pdl Guerini, "di rispetto dei principi di trasparenza e di democrazia interna nell'organizzazione di un partito. Preannuncia che il testo che proporrà cercherà di inquadrare in modo non rigido elementi di garanzia che assicurino il rispetto di tali principi, in armonia col dettato dell'articolo 49 della Costituzione".

Infine, per quanto riguarda il tema primarie (in settimana due deputati dem hanno presentato una pdl ad hoc), probabilmente il testo base non lo conterrà, almeno in un primo momento. La questione, infatti, potrebbe essere ripresa successivamente durante la fase degli emendamenti. (Public Policy)

@ricci_sonia

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