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Il Pd chiede di cacciare (un po' di più) i cinghiali

cinghiale 02 febbraio 2016

ROMA (Public Policy) - Permettere la caccia al cinghiale, con uno specifico regolamento regionale che ne definisca tempi e modalità, anche nei territori agro-silvo-pastorali; nelle oasi di protezione e nelle zone di ripopolamento e cattura; nei centri di riproduzione di fauna selvatica; nelle foreste demaniali non adatte alla riproduzione ed alla sosta della fauna selvatica.

Lo prevede un emendamento del al ddl collegato Agricoltura, presentato da Susanna Cenni e Gessica Rostellato, in XIII commissione della Camera.

Nello specifico l'emendamento modifica il collegato ambientale nella parte che sancisce il divieto di immissione e di foraggiamento del cinghiale.

La proposta Pd prevede, aggiungendo dei commi alla legge sulla green economy, che le Regioni, qualora si registrino danni non tollerabili causati dai cinghiali, definiscono "una pianificazione faunistico-venatoria" in deroga ai piani di caccia regionali "individuando le zone specifiche, gli obiettivi qualitativi e quantitativi, le modalità e i tempi dell'attività volta al controllo numerico dei cinghiali, tenuto conto del prelievo attuato durante la stagione venatoria".

Lo stesso emendamento stabilisce che le Regioni dovranno raccogliere i "dati relativi alle misure adottate per la prevenzione dei danni arrecati dai cinghiali all'agricoltura" e i dati statistici "relativi agli abbattimenti eseguiti in regime di attività venatoria ordinaria e per finalità di controllo numerico dei cinghiali". I dati dovranno essere trasmessi sottoforma di relazione triennale al ministero delle Politiche agricole. (Public Policy) NAF

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