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PD, CIVATI RISPONDE A BARCA: SIAMO NEL TREMILA, LA FORMA PARTITO DEVE CAMBIARE

Pd, Civati: quasi quasi fondo il Nuovo centrosinistra 16 maggio 2013

(Public Policy) - Roma, 16 mag - "Non è che privando gli
elettori della possibilità di scegliere il segretario
politico di un partito (nato per altro come partito degli
elettori), si dia più potere o più centralità agli iscritti.
Il tema è semmai quello di promuovere un modo di partecipare
più inclusivo e più forte per chi decidere di partecipare
alla vita del Pd, studiando anche nuove forme di
partecipazione di militanza. Perché siamo nel Tremila,
appunto, e non può cambiare tutto tranne la forma partito".

Lo scrive in un post nel suo blog il deputato Pd Pippo
Civati, in risposta al documento programmatico presentato
(un po' di tempo fa, per la verità, il 12 aprile) dall'ex
ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca, 'neo'
iscritto al Pd, dal titolo: "Un partito nuovo per un buon
governo".

"Partirei dalla questione più urgente, ovvero dall'idea -
che Barca discute - del ritorno a un partito degli iscritti
(molto popolare tra gli iscritti) rispetto al partito delle
primarie (molto popolare tra gli elettori). La riflessione
di Barca - scrive Civati, tra i parlamentari Pd più critici
riguardo all'opportunità di formare il Governo Letta - è
teoricamente ineccepibile e ripresa in questi giorni da
molti dirigenti del Pd: i vertici di un partito dovrebbero
essere votati dagli aderenti a quel partito".

"Ci sono però due ordini di problemi - sottolinea il
deputato brianzolo - Il primo, è la lettura politica di una
trasformazione che il Pd dovrebbe fare ora e che apparirebbe
(e sarebbe) una straordinaria chiusura, dopo avere fatto
primarie per qualsiasi cosa [...] Il secondo, è che il
sistema delle tessere è perfetto solo teoricamente, perché -
ed è accaduto anche nel 2009 - ci sono pacchetti su
pacchetti, tesseramenti dell'ultimo minuto, circoli
inesistenti che tesserano telepaticamente persone a loro
insaputa, regioni in cui abbiamo più tessere che voti.
Insomma, casi italici ben noti che non sono mai stati
contrastati e che spesso hanno determinato gli esiti delle
elezioni. Dimostrando un tasso di inquinamento del voto ben
superiore a quello paventato per le elezioni primarie".

Ma se la questione è quella che riguarda la militanza,
continua Civati, "il discorso da fare, almeno oggi, è per me
un altro: capire come si fa a tenere il partito aperto
(anche se il segretario non dovesse fare il premier, è
comunque un leader che deve essere promosso e riconosciuto
da milioni di elettori, non solo da decine di migliaia di
iscritti) e, nello stesso tempo, come si dà ai militanti un
ruolo che hanno largamente perduto". (Public Policy)

GAV

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