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PD, CUPERLO: ECCO IL PARTITO CHE VORREI

PD, CUPERLO: ECCO IL PARTITO CHE VORREI 28 giugno 2013

PD, CUPERLO: ECCO IL PARTITO CHE VORREI

foto La Presse

(Public Policy) - Roma, 28 giu - "Nell'analisi del voto al
Pd
emerge sempre la stessa fotografia: votati da molte
persone ma sovradimensionati in alcune grandi aree sociali,
come il lavoro dipendente e principalmente pubblico e i
pensionati. In campagna elettorale non siamo riusciti fino
in fondo ad esprimere il significato dell'offerta che
rivolgevamo al Paese, e abbiamo sottovalutato la necessità
di allargare il campo e i soggetti a cui dovevamo
rivolgerci". Lo dice su YouDem Gianni Cuperlo, triestino,
classe 1961, ex segretario dei giovani del Pds e candidato
alla segreteria del Partito democratico.

IDENTITÀ CERCASI
Parlando del congresso del Pd, che l'attuale segretario
Guglielmo Epifani ha garantito si terrà entro fine anno,
Cuperlo precisa: "Dobbiamo fare una discussione seria e non
abbiamo bisogno di un congresso programmatico, non abbiamo
bisogno di scrivere un altro programma di governo. Dobbiamo
fare un congresso sull'identità del Pd. Alle spalle abbiamo
mesi difficili, una sconfitta elettorale e abbiamo vissuto
giornate drammatiche durante le elezioni del capo dello
Stato, assistendo delle dimissioni di un intero gruppo
dirigente
".

CULTURA POLITICA CERCASI
"Sono - aggiunge Cuperlo - un grande appassionato di
comunicazione politica, ma resto affezionato all'idea che
non compensa un deficit di cultura politica. Molti anni fa
Reagan e Thatcher coniavano slogan che sono passati alla
storia: ora dobbiamo capire cosa c'è mancato per
contrapporre a quella cultura politica una nostra concezione
dell'economia e dei diritti".

COS'È IL PD
Alla domanda su cosa sia il Pd, da quali anime sia
composto, Cuperlo risponde: "Il Pd è l'incontro di diversi
filoni del riformismo italiano. C'è una parte importante
della sinistra, il cattolicesimo democratico,
l'ambientalismo, i diritti civili, le donne
. Secondo me deve
trovare pienamente posto un'identità nuova della sinistra
italiana, ma non deve essere un po' più piccolo e un po' più
di sinistra. Ne voglio uno più largo dove le forze di
sinistra si sentano coproprietarie di una nuova
dimensione".

DA DOVE RIPARTIRE
Il partito deve, secondo Cuperlo, "ripartire dalle ragioni
della sinistra, si è ragionato troppo poco sulle
diseguaglianze e sulla distribuzione del reddito, si è
parlato troppo poco di un esercito di esclusi. Il congresso
può essere l'occasione per mettere al centro questi
problemi".

LA VOCAZIONE MAGGIORITARIA
"La vocazione maggiorataria non è un errore - precisa
Cuperlo - ma bisogna sapere quale lingua parlare e quali
parti della società un partito intende emancipare, a chi
intende parlare. Mai pensato che il conflitto o lo scontro
tra interessi diversi fosse archiviato
. Una democrazia non è
più solida quanto più è epurata dal conflitto, è proprio il
contrario. Non penso infatti che l'operaio debba
necessariamente esprimere gli stessi interessi del manager o
dell'azionista. Attenzione: questo non vuol dire negare il
valore dell'impresa, che anzi è scolpito nella storia della
sinistra italiana".

CHE TIPO DI PRIMARIE VOGLIO
"Aperte a tutti - dice Cuperlo - dove emergerà il candidato
unitario del centrosinistra alla sfida elettorale. Per il
Pd, invece, abbiamo bisogno, chiunque vinca, di qualcuno che
si dedichi seriamente alla costruzione del partito, perchè
abbiamo convissuto troppo a lungo con una direzione politica
pensata come un trampolino
in attesa di fare qualcos'altro".

CUPERLO DALEMIANO?
Alla domanda se si sentisse il candidato dell'ex premier
Massimo D'Alema, Cuperlo risponde: "Se confermerà il suo
sostegno a me non potrà che fare piacere, è una della
personalità che ha contribuito a fondare questo partito,
come tanti altri: Veltroni, Franceschini, Prodi, Marini".

E A RENZI DICO...
Infine una frecciatina al sindaco di Firenze Matteo Renzi
(possibile sfidante di Cuperlo nella corsa alla segreteria):
"Rottamazione delle persone? Lo trovo un termine odioso, una
provocazione descritta come necessaria per scuotere
l'albero, ma che non ho mai ritenuto ricevibile. Non si
rottamano le persone e non è una formula retorica. Sono
convinto che sia molto più saggio e possibile rottamare le
idee". (Public Policy)

GAV

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