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PD E MOVIMENTO 5 STELLE SEMPRE PIÙ LONTANI

m5s 28 febbraio 2013

Beppe Grillo sull'Etna, comizio a 2000 metri

(Public Policy) - Roma, 28 feb - Dopo l'apertura al Movimento 5 stelle
di Pier Luigi Bersani per un Governo Pd, il movimento guidato da Beppe Grillo
chiude a tutte le alleanze e rilancia con una candidatura dello stesso
leader a Palazzo Chigi.

(17.45) M5S, IL "NON STATUTO" FIRMATO DAI CANDIDATI
GARANTISCE L'UNITÀ IN PARLAMENTO

"I parlamentari dovranno formare un gruppo parlamentare
sia al Senato che alla Camera. Gli incarichi dei parlamentari
a Cinque stelle o altri incarichi, verrano decisi a maggioranza".
Così il Non Statuto firmato da tutti i candidati del M5s.
"I gruppi parlamentari del M5s non dovranno associarsi con
altri partiti o gruppi se non su votazioni su punti
condivisi". Inoltre, i parlamentari dovranno "operare per la
massima attuazione del programma". (Public Policy)

LAP

(17.21) IL NON-STATUTO DEL M5S ESCLUDE L'APPOGGIO AD ALTRI PARTITI
"Il non statuto dice che i gruppi parlamentari del M5s
non dovranno associarci con partiti o gruppi a meno di singole proposte.
Chi vorrà votare altrimenti, uscirà dal M5s". Così in diretta su La
Cosa, il canale streaming del M5s Claudio Messora, blogger
vicino al movimento, spiega che la fiducia a un governo Pd
non è praticabile. In caso di defezioni la soluzione c'è:
l'esclusione dal movimento.

(17.17) MESSORA: GOVERNO RIMANE IN CARICA E PARLAMENTO FA RIFORME
"Il governo resta in carica e nel frattempo tutto il peso delle
riforme passa al Parlamento. Così il Parlamento tornerebbe
a legiferare e ad approvare le riforme".

Questa la soluzione proposta dal
blogger Claudio Messora, simpatizzante del M5s in diretta
sul canale streaming del movimento La Cosa, per sbloccare la
soluzione di impasse dopo il voto del 25 febbraio.

(17.08) MESSORA AL PD: "DATE LA FIDUCIA A GRILLO E IL PAESE VI SARÀ GRATO"
"Viola Tesi esprime una
posizione legittima ma il problema nasce quando i media la
fanno rappresentante del Movimento 5 stelle. Per poi
indebolire Grillo o sbugiardarlo, è una posizione
vigliacca". Così il blogger Claudio Messora in diretta sul
canale streaming La Cosa, che sul sito di Beppe Grillo ha
spiegato che la petizione lanciata per far sostenere ai 5
Stelle un governo Bersani su Change.org non fa parte del
movimento.

Messora ribadisce, dopo la posizione di chiusura già
espressa dal leader del Movimento 5 stelle Beppe Grillo, che
"votare una fiducia comporta una carta bianca,
l'approvazione di una politica del governo. Non bisogna
essere ingenui, il Pd è fatto da politici di professione,
che sanno benissimo come ostacolare qualsiasi proposta, non
far spostare nemmeno una pianta dai ministeri come diceva
Berlusconi. Stiamo sicuri che una volta ricevuta la fiducia
probabilmente riusciranno a mandare avanti le loro proposte
di legge, e come per magia le altre si areneranno".

Conclude Messora, "alla fine la gente si incazzerà e a
farne le spese sarà il M5s che avrà votato la fiducia".
Messora ribadisce che è meglio per M5s votare le singole
proposte, "devono smazzarsela da sé", dice rivolto al Pd.
"Visto che ci tengono tanto - conclude il blogger - alla
governabilità, votate la fiducia a Grillo, date l'incarico a
lui, chiedetegli di fare la legge elettorale, di abbassarvi
gli stipendi. Fatelo fare a Grillo e vedete che il Paese vi
sarà grato".

LAP

(16.37) GASPARRI (PDL): NON ABBIAMO INTENZIONE DI VOTARE UN GOVERNO M5S
(Public Policy) - Roma, 28 feb - (di Viola Contursi) No a un
Governo di Beppe Grillo, forse sì a un Governo Bersani,
dipende dalle proposte sul piatto. Questa la posizione del
Pdl di fronte alle ipotesi sul campo per il dopo voto. Lo
chiarisce Maurizio Gasparri, capogruppo del Pdl al Senato.

D. SPUNTA L'IPOTESI DI UN GOVERNO M5S. LO APPOGGERESTE?
R. (sorride) Non abbiamo intenzione di votare un governo di
Grillo.

D. D'ALEMA PROPONE DI DARE LE CAMERE A PDL E M5S, IN CAMBIO
DI UN APPOGGIO AL GOVERNO PD. CHE NE PENSA?
R. Ritengo che D'Alema abbia commissariato Bersani per
tastare il terreno. D'Alema però parla di problemi del
Governo e del Parlamento ma non si esaurisce tutto solo alla
presidenza delle due Camere. Penso comunque sia giusto che
richiami la questione.

D. VOTERESTE QUINDI LA FIDUCIA A UN GOVERNO BERSANI?
R. Noi siamo stati chiari: siamo interessati a confrontarci
sulle proposte. Abbiamo delle proposte, che sono emerse in
campagna elettorale e in base a queste siamo aperti al
confronto.

D. E SE NEL GOVERNO CI DOVESSE ESSERE ANCHE IL M5S?
R. Vedremo, al momento non posso fare valutazioni, dobbiamo
vedere le proposte. (Public Policy)

VIC

(16.20) BERSANI A GRILLO: NON SCAPPI A RESPONSABILITÀ CON BATTUTE
"#Grillo rispetti gli elettori, non pensi di scappare dalle responsabilità con
battute. Ci si vede in Parlamento e davanti agli italiani".
Pier Luigi Bersani affida a un tweet la sua ultima risposta
a Beppe Grillo. Forse il leader del Pd si riferisce alle
parole del politico genovese, che oggi ha invitato Pd Pdl ha
votare la fiducia a un governo 5 stelle. (Public Policy)

LEP

(16.36) LA PETIZIONE PRO ALLEANZA PD-M5S È DI UNA EX PIRATA
"L'ennesima strumentalizzazione giornalistica orchestrata dalla vecchia
politica". La definisce così il blogger Claudio Messora sul
blog di Beppe Grillo la notizia della petizione online su
Change.org per chiedere al leader del M5s di appoggiare un
governo guidato da Pier Luigi Bersani. Inoltre Messora
scopre che Viola Tesi, la promotrice della campagna che ha
raggiunto oltre 111 mila firme, non è una militante 5 stelle
ma una del movimento Pirati.

"Forse questa Viola Tesi che all'improvviso spunta fuori
dal nulla, con una petizione pro fiducia (pro Pd) in rete,
guarda caso su un sito che nulla ha a che fare con il M5S,
raccogliendo magicamente decine di migliaia di firme, non è
esattamente espressione della base del Movimento"
puntualizza Messora che critica quanti riportano una
spaccatura all'interno del M5s.

"Potrebbe mai esserlo una che fino a un paio di mesi fa
almeno militava convintamente nella base del Partito
Pirata?".

(15.36) ALLEANZA PD-M5S, UN PORTAVOCE 5 STELLE:
"NON SCONFESSIAMO I NOSTRI PROGRAMMI"

"Noi non sconfessiamo i nostri programmi, ripetiamo da
tempo che con i vecchi partiti non ci saremmo alleati e non lo faremo".
Così un "portavoce" del movimento che non vuole essere citato
racconta qual è la sua visione della proposta di alleanza
con il movimento avanzata dal segretario Pd Pier Luigi
Bersani e a cui ieri Beppe Grillo, leader del M5s, ha chiuso
le porte. Diversamente da quanto si può immaginare leggendo
i commenti sul sito del movimento non sembrerebbe nemmeno
esserci la tentazione di un'alleanza.

"In Sicilia abbiamo fatto un esperimento, tutto qui. Siamo
di fronte a un cambiamento epocale, i cambiamenti nella
storia sono passi importanti non sono barzellette, anche
quelli personali, richiedono impegno e responsabilità".
Quindi, impensabile ipotecare tutto, la fatica, la rabbia
accumulata in questi anni per sostenere un governo a guida
Pd.

"Prima si capisce questo cambiamento, meglio è. Noi non ci
facciamo abbindolare da nessuno. Io sono una persona che
vuole cambiare questo Paese, voglio che i miei figli
crescano in un Paese meritocratico. Abbiamo il limite di due
mandati io sono uno strumento del cambiamento, non abbiamo
altri motivi per stare lì (in Parlamento; Ndr)".

A chi vi chiede responsabilità come rispondete? "Non ci
vengano a parlare a noi di responsabilità, e la legge
elettorale che dovevano cambiare? Noi lo dicevamo dalle
piazze che andava cambiata, molto prima di loro, che se non
si fa la legge elettorale da questo pantano non si esce".

"È un film già visto - continua parlando del Pd e della
richiesta di alleanza -. La palla è in mano loro. Si sono
tenuti strette le loro poltrone per cui vengono pagati
profumatamente, ciò comporta onori e oneri. È il momento
degli oneri, non vengano a chiedere a noi soluzioni".(Public
Policy)

LAP

(12.23) CIVATI (PD): CHIEDIAMO COSE DIVERSE DAI 5 STELLE?
"Non sarebbe auspicabile che nel breve volgere di qualche
settimana si approvassero alcune norme per cui tutti si
sono detti favorevoli in campagna elettorale, a cominciare
dalla riduzione del numero dei parlamentari, dalla riduzione
degli 'stipendi' degli stessi, dal tetto da individuare
per la retribuzione dei manager della Pubblica amministrazione,
da una nuova legge elettorale uninominale con doppio turno
(che, alla luce di alcune cose che sono successe negli ultimi mesi,
potrebbe avere il sostegno di Pd e M5s), da una norma più avanzata
sulla corruzione, da una misura sul conflitto d'interessi?".

Lo scrive sul suo blog sul Post Pippo Civati (Pd), eletto
alla Camera in Lombardia.
"Non sarebbe, questo, il bene dell'Italia e della sua
politica? E chi si sottraesse a un simile 'pacchetto', non
farebbe una pessima figura? E chi non lo facesse, non
sarebbe in contraddizione con le stesse promesse della
propria campagna elettorale? Perché, fatemi capire, se
avessimo vinto davvero, non le avremmo fatte, queste cose?".
(Public Policy)

GAV

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