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PD, LE PRIME RISPOSTE ALLA CANDIDATURA RENZI VENGONO DA SINISTRA /FOCUS

02 settembre 2013

PD, LE PRIME RISPOSTE ALLA CANDIDATURA RENZI VENGONO DA SINISTRA /FOCUS

foto La Presse

(Public Policy) - Roma, 2 set - Com'era prevedibile,
la (quasi) ufficialità della "discesa in campo" di Matteo Renzi
come segretario del Partito democratico ha acceso il dibattito
interno in un momento delicato per la tenuta del governo
Letta. Diversi i commenti, dal capogruppo alla Camera
Roberto Speranza ai rivali di Renzi nella corsa alla
segreteria, Pippo Civati (un tempo alleato del sindaco di
Firenze) e Gianni Cuperlo, all'ex deputato piemontese di
area cattolica Giorgio Merlo.

SPERANZA: DEVE AVERE IN TESTA SOLO IL PARTITO
Non è automatico che chi faccia il segretario sarà poi
candidato premier, quindi Renzi pensi innanzitutto al
partito
, che ha bisogno di "una profonda, seria
ricostruzione". A metterlo in chiaro è il capogruppo alla
Camera, bersaniano, Roberto Speranza.

"Serve un Pd forte - dice in un'intervista a Repubblica - è
un compito faticoso, duro, che impone un impegno pieno.
Ecco, io penso che questo, e solo questo, deve avere in
testa chi si candida alla guida del partito". Per Speranza
solo quando ci saranno le elezioni, "quando verrà il
momento, faremo le primarie per la premiership
".

Ma il sindaco di Firenze chiede il contrario, ovvero che le
cariche coincidano: "In un momento in cui l'antipolitica
avanza e i partiti sono in grande affanno, le grandi scelte
vanno fatte dal basso - gli risponde Speranza - coinvolgendo
i cittadini". Dunque, sottolinea il capogruppo, indietro
(ovvero alla coincidenza delle cariche) non si torna.
E sui rischi per la tenuta del governo, dopo la candidatura
Renzi, Speranza dice: "Attenzione a non fornire alibi ai
nemici del governo
".

CUPERLO: SENZA SINISTRA NON C'È PD
Goffredo Bettini chiede ai giovani del Pd di schierarsi con
Renzi contro le forze della conservazione? Gianni Cuperlo,
ex Ds, vicino all'ex premier Massimo D'Alema, uno dei primi
a ufficializzare la candidatura, non ci sta: "Molti pensano
che Renzi sia il più adatto - dice in un'intervista a La
Stampa - ad aggregare consenso ben oltre i nostri confini".

"Benissimo, quando faremo le primarie per la premiership si
metta in gioco
. Ma se prima di allora il popolo democratico
deve decidere chi guiderà il Pd, sarebbe giusto discutere
nel merito di che partito vogliamo. Stimo Bettini, ma a me
non importa fare un nuovo patto generazionale, che rischia
di essere un patto di potere per il controllo del partito".

Cuperlo dice la sua anche sull'abbandono delle correnti,
chiesto da Renzi: "Attenzione con questa voglia di azzerare
il pluralismo, perchè potrebbe celare un principio di
assolutismo, un cedimento a un modello plebiscitario che
mina le radici profonde del nostro essere
". E sui
'renziani': "Noto peraltro - aggiunge Cuperlo - che la sua
(corrente; Ndr) è la più strutturata, tanto che tende ad
operare come un partito nel partito". Infine un accenno alla
natura del Pd: "Sono consapevole che il Pd è nato dalla
confluenza di diverse culture, ma senza la sinistra il Pd
semplicemente non è
".

CIVATI: LE CORRENTI ESISTONO, PENSIAMO AI CONTENUTI
"A me sembra che i renziani esistano eccome. Tutti, quando
si candidano, dicono che non hanno o non faranno correnti":
parole all'Unità di un altro candidato alla segreteria, il
deputato lombardo Pippo Civati, un tempo alleato di Renzi e
oggi suo sfidante.

In realtà "le correnti si manifestano puntualmente.
L'importante è scegliere le persone non in base alla fedeltà
al leader
. Se c'è un cuperliano bravo o un pittellista in
gamba io mi affiderei a loro senza remore".

Da Genova (dove Renzi ha parlato) "nulla di nuovo - dice Civati
- la legittima autobiografia di Matteo...". Per il deputato Pd
occorre parlare, invece che di correnti, di contenuti: "Cosa ne
pensano Renzi e Cuperlo dell'Imu
e del rischio che per
eliminarla possano aumentare altre imposte?".

MERLO: NO ALLA PULIZIA ETNICA
Con un commento pubblicato sull'Unità, anche l'ex deputato
piemontese del Pd Giorgio Merlo (ex Dc, Ppi, Margherita)
dice la sua sulla candidatura Renzi: "Tutti sanno che una
sua eventuale segreteria sarebbe un indubbio valore aggiunto
per il Pd, dopo l'attesa mediatica sapientemente costruita
nel tempo. Ma una segreteria Renzi, molti lo pensano anche
se non lo dicono, non può trasformarsi in uno tsunami
che
strapazza l'intero partito per ricevere l'applauso della
piazza".

Insomma, per Merlo, "non è pensabile che si procede ad una
sorta di pulizia etnica in virtù di una maldestra concezione
del rinnovamento, del cambiamento e di chi più ne ha più ne
metta". Il Pd, conclude Merlo, deve ritrovare invece "sino
in fondo la sua ragione sociale iniziale ed essere un
partito 'inclusivo'
". (Public Policy)

GAV

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