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PENE ALTERNATIVE, ALLA CAMERA INIZIA LA DISCUSSIONE

Custodia cautelare, Rossomando (Pd): ddl non solo anti sovraffollamento 24 giugno 2013

CARCERI, CONSULTA: ANCHE I 41BIS POSSONO VEDERE RAI SPORT E RAI STORIA

TUTTI I LANCI DI PUBLIC POLICY

(Public Policy) - Roma, 24 giu - "È un provvedimento storico
perchè ripensa il sistema delle pene in una chiave diversa".
Lo dice in aula alla Camera la deputata Pd Donatella
Ferranti, relatrice del disegno di legge "Delega al Governo
in materia di pene detentive non carcerarie e disposizioni
in materia di sospensione del procedimento con messa alla
prova e nei confronti degli irreperibili" e presidente della
commissione Giustizia.

Oggi in aula a Montecitorio inizia infatti la discussione
generale del testo unificato approvato giovedì scorso in
commissione e che riunisce due proposte di legge: C.331
(Donatella Ferranti del Pd) e C.927 (Enrico Costa del Pdl).
Ferranti ricorda come "tutti i gruppi abbiano dato il loro
contributo, anche Lega e M5s nonostante si siano opposti a
molte soluzioni previste nel testo.

Un ddl che risponde anche alle sentenze della Corte europea per
i diritti dell'uomo che ci hanno condannato per il nostro sistema
carcerario. Pur non essendoci nessun indulto e nessuna
amnistia mascherata, vi sarà una pena alternativa alla
reclusione in carcere che verrà applicata dal giudice della
cognizione anzichè da quello della sorveglianza".

PENE ALTERNATIVE, COSTA: PUNTI CARDINALI DELLA DELEGA? REPRESSIONE E RECUPERO

"Dobbiamo avere alcuni punti cardinali nell'affrontare
il testo: l'aspetto repressivo che deve avere la pena e quello
social-preventivo; l'aspetto legato alla tutela della
persona offesa; e quello legato al recupero della persona
che entra in carcere". Lo dice in aula alla Camera il
deputato Pdl Enrico Costa, relatore del disegno di legge
"Delega al Governo in materia di pene detentive non
carcerarie e disposizioni in materia di sospensione del
procedimento con messa alla prova e nei confronti degli
irreperibili".

Oggi in aula a Montecitorio inizia infatti la discussione
generale del testo unificato approvato giovedì scorso in
commissione Giustizia e che riunisce due proposte di legge:
C.331 (Donatella Ferranti del Pd) e C.927 (Enrico Costa del
Pdl).

"La Camera - ricorda Costa - si è già espressa in una
circostanza e il testo di oggi si discosta poco da quello
che era già stato approvato nella precedente legislatura.
Numerose audizioni ci hanno fatto percepire che taluni
aspetti fossero da registrare e in particolare l'impianto di
alcune norme (per esempio la delega sulla detenzione
domiciliare), per avere efficacia sostanziale avevano
bisogno di essere collegate a pena edittale diversa da
quella prevista nel precedente provvedimento".

Per il deputato Pdl gli obiettivi sono: "Far fronte a una
criticità da tutti riconosciuta, il sovraffollamento;
dall'altra far fronte alla problematica di intasamento dei
tribunali. La prima è riassumibile così: oltre 65 mila
detenuti in Italia, di questi 25 mila sono in custodia
cautelare; questo disegno di legge è dunque solo il primo
capitolo di un intervento più complessivo, ed è un capitolo
che attiene ai condannati definitivi. Il secondo capitolo
che il Parlamento dovrà discutere riguarderà i 25 mila in
custodia cautelare, visto che metà aspetta ancora la
sentenza di primo grado".

"La delega di oggi - continua il deputato Pdl - afferma che
il giudice può scegliere, in base ad alcuni princìpi
previsti dall'articolo 133 del codice penale (gravità del
reato e valutazione agli effetti della pena; Ndr), se una
persona condannata per un reato con pena fino a 6 anni deve
andare in carcere o ai domiciliari. Il testo è molto preciso
e puntuale. Un testo che dirige il Governo su binari ben
definiti. C'erano alcuni aspetti di delega troppo generici.
E sono stati stralciati".

PENE ALTERNATIVE, MOLTENI: PER LA LEGA È UN SALVA-DELINQUENTI

(Public Policy) - Roma, 24 giu - La Lega farà "di tutto per
bloccare questo provvedimento. È inutile per risolvere il problema
del sovraffollamento, ed è dannoso: alcuni princìpi vengono minati,
in particolare il tema della sicurezza dei cittadini, cardine
fondamentale per il vivere comune".

Lo dice in aula alla Camera il deputato leghista Nicola
Molteni, relatore di minoranza in commissione Giustizia del
disegno di legge "Delega al Governo in materia di pene
detentive non carcerarie e disposizioni in materia di
sospensione del procedimento con messa alla prova e nei
confronti degli irreperibili".

Oggi in aula a Montecitorio inizia infatti la discussione
generale del testo unificato approvato giovedì scorso in
commissione e che riunisce due proposte di legge: C.331
(Donatella Ferranti del Pd) e C.927 (Enrico Costa del Pdl).
"È uno svuota-carceri, un salva-delinquenti. Permette -
attacca il deputato lombardo - l'impunità per chi commette
reati, è ipocrita parlare di reati di minor allarme sociale
quando la pena è fino a 6 anni. Nella platea vi sono reati
gravissimi e che stanno aumentando: il furto in abitazione,
la truffa, la ricettazione, lo stalking".

Per il Carroccio si tratta di "una resa dello Stato, prova
provata del fallimento delle misure adottate dal 2006 in poi
(Molteni si riferisce all'indulto del Governo Prodi; Ndr)".

PENE ALTERNATIVE, FERRI: UNA NORMA DI GRANDE CIVILTÀ

(Public Policy) - Roma, 24 giu - "Alla Lega dico: la ratio
del provvedimento è diversa dalle osservazioni che voi fate
non si può parlare di impunità". Lo dice in aula alla Camera il
sottosegretario alla Giustizia Cosimo Maria Ferri durante la
discussione sul disegno di legge "Delega al Governo in
materia di pene detentive non carcerarie e disposizioni in
materia di sospensione del procedimento con messa alla prova
e nei confronti degli irreperibili" che inizia il suo
percorso oggi a Montecitorio.

Si tratta del testo unificato approvato giovedì scorso in
commissione Giustizia e che riunisce due proposte di legge:
C.331 (Donatella Ferranti del Pd) e C.927 (Enrico Costa del
Pdl). Un emendamento del Governo, presentato in commissione,
prevede i domiciliari per i reati puniti con una pena fino a
6 anni (nel testo dei relatori era 4 anni).

"È una norma di grande civiltà - continua l'esponente
dell'Esecutivo - che ci proietta in maniera diversa in tutta
Europa. E poi sarà il giudice a decidere, li 'sfido' a
irrogare la reclusione domiciliare ad esempio per reati di
violenza in famiglia".

PENE ALTERNATIVE, MARAZZITI (SC): AMNISTIA NON È UNA PAROLACCIA

(Public Policy) - Roma, 24 giu - L'amnistia "è una necessità
se non è un provvedimento isolato, come momento terapeutico
e di respiro. Anche i dati dell'ultimo indulto sono
incoraggianti, se si studiano i numeri delle recidive".

Lo dice in aula alla Camera il deputato di Scelta civica (ed ex
portavoce della Comunità di Sant'Egidio) Mario Marazziti,
durante la discussione sul disegno di legge "Delega al
Governo in materia di pene detentive non carcerarie e
disposizioni in materia di sospensione del procedimento con
messa alla prova e nei confronti degli irreperibili".
Si tratta del testo unificato approvato giovedì scorso in
commissione Giustizia e che riunisce due proposte di legge:
C.331 (Donatella Ferranti del Pd) e C.927 (Enrico Costa del
Pdl).

"Occorre - aggiunge Marazziti - mettere mano inoltre alla
Fini-Giovanardi (sulle droghe; Ndr) e alla ex Cirielli (in
materia di attenuanti generiche e prescrizione; Ndr).
Inoltre in Italia c'è una pena di morte silenziosa, il
suicidio dei carcerati e del personale carcenario: ogni 10
detenuti che si suicidano ce n'è uno del personale
carcerario".

"Già nel 2000 - dice ancora il deputato di Sc - il Papa
(Giovanni Paolo II; Ndr) diceva: 'Siamo lontani dal poter
dire di aver fatto il possibile per chi si deve riscattare'.
La situazione oggi è peggiorata. E il sovraffollamento - lo
dico a chi si oppone (Lega Nord e M5s; Ndr) - non
corrisponde alla crescita di reati gravi, statisticamente in
Italia tre volte meno che negli Stati Uniti".

PENE ALTERNATIVE, TURCO (M5S): NOI CONTRARI, È UNA SOLUZIONE IRRESPONSABILE

(Public Policy) - Roma, 24 giu - "All'inizio da parte del
M5s c'era un timido consenso nei confronti del
provvedimento, ma non c'era l'emendamento del Governo che
prevede anche per i reati fino a 6 anni i domiciliari".

Lo dice in aula alla Camera il deputato del Movimento 5 stelle
Tancredi Turco durante la discussione sul disegno di legge
"Delega al Governo in materia di pene detentive non
carcerarie e disposizioni in materia di sospensione del
procedimento con messa alla prova e nei confronti degli
irreperibili" che inizia il suo percorso oggi a Montecitorio.

Si tratta del testo unificato approvato giovedì scorso in
commissione Giustizia e che riunisce due proposte di legge:
C.331 (Donatella Ferranti del Pd) e C.927 (Enrico Costa del
Pdl). Un emendamento del Governo, presentato in commissione,
prevede i domiciliari per i reati puniti con una pena fino a
6 anni
(nel testo dei relatori era 4 anni).

"È vero - aggiunge Turco - che l'Ue ci chiede di fare
qualcosa contro il sovraffollamento, ma non è certo con
questa proposta di legge che si arriverà a una soluzione che
vada all'origine del problema. Questa è una soluzione
semplicistica e irresponsabile. C'è anche un problema di
controllo per chi sarà ai domiciliari".

Il deputato 5 stelle ha poi elencato tutta una serie di
reati "di grave allarme sociale" che rientrerebbero nel
provvedimento, criticando le scelte dell'Esecutivo e dei
relatori. "È un provvedimento - dice ancora - troppo
eterogeneo, noi abbiamo presentato emendamenti e
subemendamenti in commissione
ma non sono stati presi in
considerazione. Li ripresenteremo in aula in un'ottica
costruttiva, ma in sostanza ci opponiamo alla proposta così
com'è". E chiude, rivolto all'aula: "Grazie per quei pochi
che mi hanno ascoltato".

PENE ALTERNATIVE, BALDELLI (PDL): NOI ATTENTI ALLA SICUREZZA MA GARANTISTI

(Public Policy) - Roma, 24 giu - "Come Pdl non siamo meno
insensibili sul fronte della garanzia degli imputati
rispetto ai giusti sacrosanti temi della sicurezza sociale".
Lo dice in aula alla Camera il deputato del Pdl Simone
Baldelli
durante la discussione sul disegno di legge "Delega
al Governo in materia di pene detentive non carcerarie e
disposizioni in materia di sospensione del procedimento con
messa alla prova e nei confronti degli irreperibili" che
inizia il suo percorso oggi a Montecitorio.

Si tratta del testo unificato approvato giovedì scorso in
commissione Giustizia e che riunisce due proposte di legge:
C.331 (Donatella Ferranti del Pd) e C.927 (Enrico Costa del
Pdl). (Public Policy)

GAV

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