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Pensione irreversibile per il parente-omicida, "già in I grado"

pensioni 10 febbraio 2015

ROMA (Public Policy) - Una proposta di legge per impedire al familiare accusato di aver ucciso un parente in pensione di godere della reversibilità, anziché solo in caso di condanna passata in giudicato, "dal giorno di pubblicazione della sentenza di condanna [...] anche non passata in giudicato", e dunque sin dal primo grado di giudizio. Lo prevede una proposta di legge del Movimento 5 stelle - a prima firma Maria Edera Spadoni - assegnata di recente alla commissione Lavoro della Camera.

La pdl agisce sulla legge 125 del 27 luglio 2011 in materia di "esclusione dei familiari superstiti condannati per omicidio del pensionato o dell'iscritto a un ente di previdenza dal diritto alla pensione di reversibilità o indiretta". Oltre a prevedere l'irreversibilità della pensione già a partire dalla condanna in primo grado la proposta M5s specifica che "l'erogazione degli importi dovuti resta sospesa fino alla pubblicazione della sentenza di assoluzione, anche non passata in giudicato. Dal passaggio in giudicato della sentenza di assoluzione - si legge - sono dovuti gli arretrati dal giorno di maturazione del diritto". Dunque nel caso in cui la corte d'appello ribalti la sentenza di primo grado dichiarando innocente l'imputato, questo potrà godere della pensione di reversibilità, arretrati compresi.

Ad oggi il diritto alla pensione ai superstiti cessa anche in questi altri casi: per il coniuge qualora contragga un nuovo matrimonio; per i figli minori al compimento del diciottesimo anno di età; per i figli studenti universitari se terminano o interrompono gli anni del corso legale di laurea e comunque al compimento del ventiseiesimo anno di età; per i figli inabili qualora venga meno lo stato di inabilità; per i genitori qualora conseguano un'altra pensione; per i fratelli e le sorelle qualora conseguano un'altra pensione o contraggano matrimonio ovvero venga meno lo stato di inabilità; per i nipoti minori, equiparati ai figli legittimi, valgono le medesime cause di cessazione e di sospensione dal diritto alla pensione ai superstiti previste per i figli.

La relazione illustrativa della pdl sottolinea come la legge 125 del 2011 sull'esclusione dei familiari superstiti condannati per omicidio del pensionato o dell'iscritto a un ente di previdenza dal diritto alla pensione di reversibilità o indiretta, "si applica solo a seguito del passaggio in giudicato della sentenza di condanna di modo che il parente omicida, seppur condannato perché colpevole di un delitto così atroce, nelle more del completamento dell'iter giudiziario per la definitività della condanna, riceve la pensione di reversibilità di colui che ha assassinato". (Public Policy) NAF

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