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PENSIONI, CDM: NUOVI MINIMI PER LAVORATORI ESCLUSI DALLA RIFORMA DEL 2011

09 settembre 2013

PENSIONI, CDM: NUOVI MINIMI PER LAVORATORI ESCLUSI DALLA RIFORMA DEL 2011

foto La Presse

REQUISITI DI ETÀ E DI CONTRIBUZIONE INFERIORI A QUELLI GENERALI

(Public Policy) - Roma, 9 set - Il Consiglio dei ministri ha
approvato il regolamento che armonizza i requisiti minimi di
accesso al sistema pensionistico
per alcune tipologie di
lavoratori per le quali la riforma del 2011 non aveva
trovato immediata applicazione.

Attraverso un regime di transitorietà, per esempio, per gli
iscritti al Fondo lavoratori dello spettacolo-gruppo ballo,
il requisito di età per la pensione di vecchiaia passa dai
45 anni attuali (uomini e donne) a 46; per i lavoratori
marittimi addetti al servizio di macchina, ai fini del
pensionamento di vecchiaia, si passa dagli attuali 20 anni
di effettiva navigazione e 55 di età a 20 anni di effettiva
navigazione e 56 anni di età, che verranno gradualmente
incrementati fino a 58 anni a decorrere dal 2018.

L'approvazione del decreto porterà risparmi di spesa
significativi, circa 526 milioni di euro in dieci anni, che
verranno destinati a interventi sempre in materia
previdenziale.

Si tratta, come s'è visto dagli esempi sopra riportati, di
categorie (tra cui il personale viaggiante dei servizi di
trasporto, alcuni lavoratori marittimi, gli sportivi
professionisti, i lavoratori dello spettacolo) per le quali
la particolarità dell'attività svolta richiede una
declinazione specifica dei requisiti pensionistici generali
e, in particolare, di quelli anagrafici e contributivi.

Il testo del regolamento, approvato dal Consiglio dei
ministri in via preliminare nell'ottobre del 2012, è stato
sottoposto all'esame del Consiglio di Stato e delle
commissioni parlamentari. Queste ultime, esprimendo il
proprio parere favorevole, nel giugno scorso, lo hanno
condizionato allo stralcio dei 4 articoli inizialmente
dedicati ai comparti della Difesa e della Sicurezza
.

Il testo approvato oggi dal Consiglio dei ministri prevede
per i lavoratori dei settori interessati un limitato
incremento dei requisiti anagrafici e contributivi - nella
maggior parte dei casi di 1 o 2 anni
- al fine di realizzare
un sistema più coerente, armonico ed equo, proprio tenendo
conto della specificità delle prestazioni lavorative svolte
in questi settori.

Anche dopo l'applicazione del decreto, queste categorie di
lavoratori beneficeranno di requisiti di età e di
contribuzione per il pensionamento significativamente
inferiori a quelle tipiche della generalità dei lavoratori.
(Public Policy)

SPE

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