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Pensioni, come la bicamerale vuole usare le risorse di casse e fondi per la crescita del Paese

pensioni 11 luglio 2014

ROMA (Public Policy) - Favorire l'utilizzo delle risorse di casse private e fondi pensione per la crescita del Paese attraverso: detassazione degli utili investiti; aumento dei lavoratori che versano in fondi pensione attraverso un meccanismo di adesione automatica; fondo di garanzia per compensare le imprese della mancata disponibilità del Tfr; investimento dei risparmi previdenziali degli investitori in strumenti come minibond e project bond; acquisizione da parte dei fondi pensione e della casse private di obbligazioni emesse da Cdp.

Queste le principali proposte della commissione parlamentare di controllo sull'attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale, contenuta nella relazione, a firma Giorgio Santini (Pd), sul risparmio previdenziale complementare a sostegno dell'economia reale.

Relazione approvata dalla commissione e che ora verrà trasmessa al Parlamento. Sono 'auspicabili - si legge nella relazione - interventi per modificare taluni aspetti della normativa relativa ai fondi pensione e alle casse private, sia per incentivare il settore e favorire il consenso di tali soggetti previdenziali ad investire in iniziative di supporto all'economia reale, sia per convogliare tali risorse finanziarie verso iniziative di sviluppo che possano utilizzare il risparmio previdenziale'.

SI IPOTIZZA MASSA CRITICA DI ALMENO 5 MLD L'ANNO 'In termini finanziari - si legge ancora - secondo una stima prudenziale, considerato che ogni anno in media tra patrimoni dei Fondi e delle Casse private, sono in scadenza circa 8 miliardi di euro investiti in titoli e che una cifra analoga è ipotizzabile per nuovi flussi finanziari da investire, si può ipotizzare una massa critica pari ad almeno 5 miliardi di euro per anno per almeno dieci anni di investimenti gestiti dal settore del risparmio previdenziale'.

La commissione quindi propone di agire su tre fronti: 'Interventi fiscali per stimolare gli investimenti della previdenza complementare in iniziative di sviluppo del Paese; interventi ordinamentali concernenti la normativa della previdenza complementare, sia per i Fondi pensione che per le Casse previdenziali, con misure di agevolazione per stimolare il settore e favorire l'impiego, in condizioni di sicurezza del risparmio, di parte delle risorse ottenute per la promozione di interventi a sostegno dell'economia del Paese con lo sblocco di parte delle risorse degli enti previdenziali pubblici, segnatamente l'Inail, attualmente immobilizzati nel conto di tesoreria unica'.

E inoltre 'modalità finanziarie della destinazione del risparmio previdenziale a sostegno di investimenti nell'economia reale, attraverso investimenti diretti ovvero ampliando il ruolo della Cassa Depositi e prestiti, per favorire l'impiego di interventi strutturali a sostegno dell'economia, in connessione con lo sviluppo dell'impiego di risorse a sostegno del Paese derivanti dalla previdenza complementare'.

DETASSARE UTILI DA INVESTIMENTI IN ECONOMIA REALE Per quanto riguarda gli incentivi fiscali, la commissione sottolinea che 'un'ipotesi possibile sarebbe quella di detassare, nelle forme possibili, gli utili derivanti da investimenti finanziari nell'economia reale, con finalità di incentivazione dell'impiego dei patrimoni dei fondi pensione e delle casse per investimenti infrastrutturali di lungo periodo o per finalità sociale, differenziando a fini fiscali gli investimenti mobiliari da quelli immobiliari'.

FUORI CASSE PRIVATE DA ELENCO ISTAT Per quanto riguarda gli interventi di carattere ordinamentale, per le casse private si consiglia 'un intervento legislativo per escluderle definitivamente dagli enti di cui all'elenco Istat, pur ribadendo che la natura privatistica si accompagna a funzione pubblicistica' e riformarne la governance.

ADESIONE AUTOMATICA LAVORATORI A FONDI PENSIONE Quanto alle modalità per incrementare le adesioni ai fondi pensione la soluzione, per la commissione, sarebbe 'centrata su meccanismi di adesione automatica, comportanti l'adesione dei lavoratori alla forma pensionistica di riferimento, con la facoltà di revocare l'adesione entro un determinato periodo: ad esempio, 3 mesi'.

'Tale meccanismo - si legge nella relazione - dovrebbe scattare al momento dell'assunzione, dovrebbe operare, a partire da una ben determinata data, anche per i lavoratori già in servizio, opportunamente non per tutti ma solo per quelli che più hanno bisogno del concorso di una pensione complementare e che, in ragione dell'età, hanno davanti un congruo periodo di accumulo nella previdenza complementare'.

La commissione fa notare nella relazione che un 'problema molto delicato è quello riguardante il tipo di contratto di lavoro di cui il lavoratore deve essere parte, perché nei suoi confronti operi l'adesione automatica. Il problema, in particolare, riguarda i lavoratori con contratti di varie caratteristiche, ma comunque a termine'.

'Ragioni di carattere generale - osserva la commissione - oltre il principio di non discriminazione ripetuto più volte dall'ordinamento comunitario a favore dei cosiddetti lavoratori atipici, suggeriscono scelte inclusive, ma forse sarebbe opportuno considerare un minimo di durata del contratto: ad esempio, almeno sei mesi'.

FONDO DI GARANZIA PER COMPENSARE IMPRESE La commissione propone anche, in funzione di compensazione per le imprese in rapporto alla mancata disponibilità del Tfr per autofinanziamento impiegato nei fondi pensione, la reintroduzione di un 'fondo di garanzia o analogo anche in rapporto ai soli impieghi delle risorse versate nei fondi pensione per iniziative infrastrutturali di sviluppo del Paese'.

INVESTIRE RISPARMIO PREVIDENZIALE IN STRUMENTI FINANZIARI Un'altra proposta della commissione è quella di far investire il risparmio previdenziale (sia derivante dai fondi pensione che dalle casse private) 'agli intermediari finanziari abilitati alla gestione e agli investitori istituzionali che investono risorse finanziarie per conto di altri sulla base di un mandato di gestione, direttamente in strumenti finanziari disciplinati dalla legislazione più recente per il sostegno allo sviluppo' come mini-bond, project bond, covered bonds.

ACQUISIZIONI DI OBBLIGAZIONI EMESSE DA CDP DA PARTE DI FONDI E CASSE 'Centrale per il sostegno all'economia - si legge nella relazione della commissione - è il ruolo della Cassa Depositi e Prestiti Spa, partecipata maggioritariamente dal Mef e non ricompresa nel perimetro delle pubbliche amministrazioni, ciò che rileva per escludere la questione della compatibilità con gli aiuti di Stato e ai fini della inclusione di tali attività nell'ambito dei parametri di finanza pubblica rilevanti in sede europea'.

La commissione suggerisce di 'favorire l'acquisizione da parte dei fondi pensione e delle Casse, di obbligazioni emesse dalla Cassa sul mercato, e in quanto tali acquistabili da ogni operatore finanziario'. 'La massa finanziaria raccolta - sottolinea la commissione - ulteriore rispetto a quella attualmente gestita del risparmio postale, potrebbe essere destinata ad iniziative di investimento infrastrutturale per il Paese, utilizzando gli strumenti già esistenti e diversificati di sostegno alle imprese e agli enti pubblici, segnatamente per quanto riguarda gli interventi di realizzazione di infrastrutture'.

La commissione ricorda che 'nel corso dell'audizione del 7 maggio 2014 la Cassa Depositi e prestiti ha consegnato un documento nel quale, manifestando la disponibilità e l'interesse di Cdp all'iniziativa di utilizzo delle risorse impiegabili dal risparmio previdenziale, ha individuato quattro aree di collaborazione con i Fondi Pensione: sottoscrizione di strumenti finanziari ad hoc emessi da Cdp; ingresso nel capitale di Fsi (Fondo strategico italiano Spa); ingresso nel capitale di Cdp Reti; compartecipazione in nuove iniziative del Fondo Italiano d'investimento, fondo equity per le Pmi'.

SUCCESSIVE INIZIATIVE DI LEGGE Concludendo la relazione, la commissione sottolinea: 'Questi temi costituiranno oggetto di successive iniziative di legge congiunte da parte dei componenti della Commissione, al fine di favorire l'avvio del processo di riforma di un settore rilevante per lo sviluppo dell'economia reale del Paese e per garantire la solidità del sistema della previdenza complementare, per le quali sono auspicabili ampie convergenze parlamentari, al fine di favorire la ripresa economica del Paese'.

'L'obiettivo - si legge infine - potrebbe essere quello, oltre a intervenire in sede legislativa con una serie di modifiche alla disciplina della previdenza complementare, nei sensi sopra indicati, di stimolare la realizzazione di iniziative condivise tra i soggetti previdenziali del c.d. secondo pilastro, i ministeri competenti e il Parlamento, per la definizione di un vero e proprio Patto per lo sviluppo del Paese, a sostegno dell'economia reale'.(Public Policy)

VIC

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