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Pensioni e donne, la differenza di genere vale il 33%

donne 14 gennaio 2016

ROMA (Public Policy) - "Il differenziale medio tra pensioni di uomini e donne si aggira attorno al 33%, un dato significativo ma più basso della media europea".

A dirlo è stato Pierangelo Albini, direttore del dipartimento Lavoro e welfare di Confindustria, nel corso di una audizione davanti la commissione Lavoro sull'impatto in termini di genere della normativa previdenziale e sulle disparità esistenti in materia di trattamenti pensionistici tra uomini e donne.

Per il rappresentante di Confindustria le cause sono principalmente tre: minore partecipazione delle donne al mercato del lavoro, carriera lavorativa più breve e discontinua, retribuzioni mediamente più basse.

Per Albini la carriera lavorativa, che per le donne è più breve e discontinua, rappresenta il "cuore del problema e sconta elementi di carattere culturale di questo Paese: le donne sono deputate alla cura dei figli e alla famiglia e, una volta superata questa fase, spesso sono chiamate a occuparsi delle persone più anziane". (Public Policy) NAF

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