Public Policy
Facebook Twitter Feed RSS

Come procede con il piano di riordino dell'Anac

anac 28 settembre 2015

ROMA (Public Policy) - di Luca Iacovacci - Attuare l'articolo 13 del decreto P.a. dello scorso anno e, quindi, prevedere la soppressione dell'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici (Avcp) e il conseguenziale passaggio delle funzioni all'Autorità nazionale anticorruzione (Anac). Con risparmi di spesa che vanno da più del 50% per l'attività istituzionale al 19% di quelle per il personale, con un risparmio che, in media, supera il 25%.

Sono questi i contenuti principali, anche in termini economici, dello schema di decreto del presidente del Consiglio che attua il piano di riordino dell'Anac previsto dal decreto Madia del 2014.

Il decreto è tuttora all'esame delle commissioni Affari costituzionali di Camera e Senato, in sede consultiva, per l'espressione di un parere.

Lo schema di decreto di Palazzo Chigi, dunque, approva il piano di riordino dell'Autority anticorruzione (che andava presentato dal presidente dell'Anac entro il 31 dicembre 2014; Ndr), vi trasferisce in via definitiva le risorse umane, strumentali e finanziarie dell'altra autorità di vigilanza e istituisce il ruolo del personale dipendente dell'Anac.

L'obiettivo del procedimento? Quello di concentrare la missione istituzionale dell'autorità sui compiti relativi alla garanzia della trasparenza e alla prevenzione della corruzione nelle pubbliche amministrazioni.

continua - in abbonamento

© Riproduzione riservata