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Più sconto Imu sugli affitti a canone concordato, si può. Intervista a Spaziani Testa

casa 25 novembre 2015

ROMA (Public Policy) - di Viola Contursi - Aumentare lo 'sconto' previsto in Stabilità per gli immobili dati in affitto a canone concordato ed eliminare la Tasi anche per le abitazioni cosiddette "di lusso" ovvero accatastate in A1, A8 e A9, visto che la distinzione "è priva di oggettività".

Queste le due richieste che arrivano dal presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, durante una chiacchierata con Public Policy. Sulle riforme che hanno toccato finora il comparto casa, il presidente di Confedilizia sottolinea che non hanno dato effetti per i troppi paletti introddotti.

Quanto all'Europa che ci dice di tagliare le tasse sul lavoro piuttosto che sulla casa, Spaziani Testa risponde che Bruxelles "non dovrebbe disquisire sulle scelte di politica fiscale degli Stati membri, ma limitarsi a verificare il rispetto dei parametri ai quali gli Stati si sono impegnati".

Parlando poi della riforma del catasto, tanto annunciata ma mai finora realizzata, da Confedilizia arriva un plauso a Matteo Renzi nell'aver bloccato il varo di fronte al rischio di un aumento delle tasse.

Nessun dato, infine, è finora disponibile dagli archivi di Confedilizia sul numero di proprietari di case vecchie che non hanno registrato una planimetria o una modifica (come un ampliamento condonato) o su simulazioni di variazioni dell'imponibile con l'ipotetico passaggio del calcolo da vani a metri quadri.

D. DIVERSI GLI INTERVENTI AL SENATO IN STABILITA' SUL NODO TASI, DALL'ESENZIONE PER I COMODATI AGLI SCONTI PER CHI AFFITTA A CANONE CONCORDATO. SI POTEVA FARE DI PIÙ?
R.
È importante soprattutto l'intervento sugli affitti. Lo chiedevamo da tempo e finalmente è arrivato. Anche se, all'ultimo momento, la misura proposta da maggioranza e opposizione, e cioè la fissazione al 4 per mille dell'aliquota massima Imu-Tasi applicabile agli immobili locati attraverso questi contratti, è stata ridimensionata per ragioni di copertura. Se alla Camera si avrà modo e tempo di approfondire, si scoprirà che con l'impegno finanziario previsto si può portare la riduzione dal 25 al 35 per cento.

D. TRA LE MODIFICHE C'È ANCHE UNA NORMA CONTRO IL NERO. SARÀ VERAMENTE REALIZZABILE COME MISURA?
R.
Si tratta di una disposizione scritta in modo indecifrabile. Nel merito, io sono contrario a disposizioni che puniscono violazioni tributarie interferendo nell'autonomia privata. La storia di queste disposizioni, del resto, ci dice che creano molti più problemi di quanti ne risolvano. Per non parlare del fatto che anche questa norma, come la precedente dichiarata incostituzionale, colpisce persino coloro che ritardano anche di un solo giorno la registrazione di un contratto!

D. LA STABILITÀ CONTINUA A FAR PAGARE LA TASI ALLE ABITAZIONI DI LUSSO. PER MOLTI UN INTERVENTO DI GIUSTIZIA SOCIALE. COSA NE PENSA?
R.
Se si decide che l'abitazione di residenza non deve essere tassata, non vedo ragioni per operare distinzioni nell'ambito di immobili che hanno la stessa destinazione. Quanto al metodo con cui la distinzione è stata fatta, è del tutto privo di oggettività: le abitazioni delle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 non sono in quanto tali di lusso, possono esserlo come non esserlo. La prova di ciò è data dalla totale disomogeneità con cui questi immobili sono distribuiti sul territorio.

D. L'ITALIA SARÀ UNO DEI POCHI PAESI IN EUROPA A NON FAR PAGARE LA TASSA SULLA PRIMA CASA E L'UE CI CHIEDE DI PREDILIGERE IL TAGLIO DELLE TASSE SUL LAVORO. ERA VERAMENTE COSÌ NECESSARIA QUESTA ESENZIONE O UNA SCELTA "ELETTORALE"?
R.
In primo luogo, l'Unione europea non dovrebbe disquisire sulle scelte di politica fiscale degli Stati membri, ma limitarsi a verificare il rispetto dei parametri ai quali gli Stati si sono impegnati, in qualsiasi modo il risultato venga raggiunto. In secondo luogo, mi sembra che i consigli della burocrazia europea siano stati sin troppo seguiti, se si pensa che la tassazione patrimoniale sugli immobili è stata triplicata in pochi anni. Quanto all'imposizione sulla "prima casa", in molti Paesi c'è ma non è una patrimoniale, bensì una tassa correlata ai servizi. Fare paragoni tra i sistemi tributari dei diversi Paesi è quasi sempre un esercizio arbitrario.

D. NON PENSA CHE SENZA L'INTROITO DELLA TASI E CON IL BLOCCO DELLE ALIQUOTE NEL 2016 IL DANNO RICADRÀ SUI COMUNI E QUINDI SUI SERVIZI AI CITTADINI?
R.
Nel disegno di legge di Stabilità è prevista la compensazione dell'introito della Tasi attraverso risorse statali, quindi il problema non sussiste.

D. LE ULTIME RIFORME CHE HANNO TOCCATO IL COMPARTO CASA SONO STATE IL DL LUPI E IL DL SBLOCCA ITALIA NEL 2014. AVETE REGISTRATO QUALCHE EFFETTO DA QUESTE NORME? SERVIREBBERO ALTRI INTERVENTI?
R.
Sono riforme che - pur fondate su giuste intuizioni - non hanno dato alcun effetto a causa del modo con il quale sono state tradotte in disposizioni di legge. L'aver condizionato l'agevolazione per l'acquisto destinato alla locazione all'ottenimento di prestazioni energetiche da classe A o B ha di fatto impedito che una misura potenzialmente interessante fosse applicata. Analogo discorso per il rent to buy, che risente ancora di vuoti normativi che non lasciano tranquilli gli operatori, primo fra tutti quello relativo alle tutele per il proprietario in caso di morosità dell'inquilino/futuro acquirente.

D. UNA RIFORMA ANNUNCIATA MA PIÙ VOLTE RINVIATA È INVECE QUELLA DEL CATASTO. CONFEDILIZIA HA PARLATO DI "RISCHIO PATRIMONIALE" MA NON È INVECE GIUSTO AGGIORNARE DELLE RENDITE VECCHIE DI DECENNI CHE FANNO PAGARE TROPPO AD ALCUNI E POCO A CHI MAGARI HA UNA CASA ANTICA ACCATASTATA IN A4 (POPOLARE)?
R.
Le case in A/4 sono ormai una leggenda metropolitana. Al contrario, in città come Roma, vi è stata un'attività di riclassamento (senza riforma del catasto) che ha portato in A/2 o persino in A/1 migliaia di immobili attraverso operazioni di massa sulle quali si sono abbattute valanghe di ricorsi dei proprietari.

In ogni caso, Confedilizia ha sempre lavorato costruttivamente - in primis con il Parlamento, in sede di esame di quella che è poi diventata la legge delega - per la costruzione di una riforma del catasto equa e di piena garanzia per i diritti proprietari. Poiché vi erano forti rischi che il provvedimento varato dall'Agenzia delle entrate non fosse tale da assicurare quelle garanzie - prima fra tutte l'invarianza di gettito - bene ha fatto il Presidente del Consiglio, accorgendosi del pericolo, a bloccare il varo della riforma.

D. UNA CIRCOLARE DELLE ENTRATE HA ANNUNCIATO L'ENTRATA DEI METRI QUADRI NELLE PLANIMETRIE. C'È IL RISCHIO CHE I SINDACI IN ROSSO, FACILITATI NEL COMPITO DI CERCARE INCONGRUENZE TRA LE MISURE DICHIARATE E QUELLE CHE RISULTANO AL FISCO, CONTESTINO I DATI DICHIARATI DAI CITTADINI APRENDO LA STRADA A RICORSI E LUNGAGGINI?
R.
Quando il nuovo sistema sarà a regime, i dati dichiarati dai cittadini non avranno più rilevanza, dovendosi fare riferimento alla superficie catastale. Il rischio di contenzioso sarà comunque alto.

D. LA LOCAL TAX, RIFORMA ANCHE QUESTA RINVIATA A LUNGO. SEMPLIFICAZIONE O NUOVA TASSA?
R.
Misura di equità, se Imu e Tasi saranno sostituite da una vera service tax, che sia in grado di valutare il livello dei servizi resi dai Comuni e di far pagare tali servizi in funzione del beneficio ricevuto dagli immobili e dai loro proprietari ed inquilini. Aumento di tassazione se, con il pretesto della semplificazione, si caricheranno sui proprietari anche tributi "minori" attualmente dovuti in funzione di specifici presupposti (ad esempio imposta di pubblicità o tassa di occupazione).(Public Policy)

@VioC

 

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