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Pmi, Calleja: situazione italiana in netto miglioramento

Pmi, Calleja: situazione italiana in netto miglioramento/intervista 28 novembre 2013

VILNIUS (Public Policy) - Accesso al credito, internazionalizzazione, promozione dell'imprenditorialità e sostenibilità. Sono queste le priorità per le piccole e medie imprese secondo la Commissione europea. "L'Italia sta facendo dei progressi. Ha un insieme di Pmi molto dinamico e, con la Germania, è il Paese con il maggior numero di piccole e medie imprese".

Lo dice Daniel Calleja, il direttore generale della Commissione europea responsabile per le Pmi, in un'intervista a Public Policy commentando quanto emerge dal rapporto annuale sullo stato di implementazione dello Small business act (Sba) nei Paesi Ue.

D. LE PMI ITALIANE E TEDESCHE PARTONO DA CONDIZIONI MOLTO DIVERSE, IN TERMINI DI ACCESSO AI FINANZIAMENTI, BUROCRAZIA, TASSI DI INTERESSE SUL CREDITO.
R. Senz'altro, e per questo dobbiamo in generale promuovere l'imprenditorialità e la competitività.

D. MA DI NUOVO, PARLANDO DI COMPETITIVITÀ, LE PMI ITALIANE DEVONO AFFRONTARE DIFFICOLTÀ MAGGIORI.
R. Le difficoltà sono un incentivo a fare meglio. Le buone imprese sono quelle resilienti ed è nella difficoltà che si riconoscono i veri imprenditori. Ritengo che la situazione italiana sia buona, sia in termini di innovazione che di talenti. Se noi come Ue ci atterremo alle politiche dello Sba e se altrettanto farà l'Italia le condizioni non potranno che migliorare.

D. IN GENERALE COMUNQUE LE DIFFERENZE DA PAESE A PAESE E TRA PMI PIÙ O MENO GRANDI SONO SPESSO MOLTO PROFONDE. COME POTETE ALLORA GARANTIRE LE STESSE CONDIZIONI E OPPORTUNITÀ A TUTTE LE PMI EUROPEE?
R. È vero, in Europa ci sono grandi differenze, ad esempio nell'accesso al credito. Ma i programmi europei di sostegno saranno garantiti a tutte le Pmi senza distinzioni tra i Paesi. In questo senso il programma europeo può supportare e completare le azioni degli Stati membri.

D. L'UE STA CERCANDO STRUMENTI ALTERNATIVI DI FINANZIAMENTO PER LE PMI, MA ALCUNI SETTORI, AD ESEMPIO QUELLO DELLE COSTRUZIONI, NECESSITANO SECONDO GLI IMPRENDITORI DI SISTEMI DI CREDITO TRADIZIONALI. LA COMMISSIONE D'ALTRA PARTE HA GIÀ DETTO DI POTER FARE POCO O NULLA NEI CONFRONTI DELLE BANCHE.
R. Le Pmi si devono diversificare. È quando contano troppo sul sistema bancario che nascono i problemi, in qualunque settore. L'Ue offre delle garanzie, attraverso la Banca europea degli investimenti che supporta le banche che erogano crediti alle imprese. Certo non possiamo risolvere tutti i problemi ma stiamo cercando di contribuire.

D. ALCUNI IMPRENDITORI IN QUESTI GIORNI HANNO RILEVATO COME LA COMMISSIONE UE TRATTI LE PMI COME UN INSIEME OMOGENEO, NON ESSENDO IN GRADO DI PROPORRE POLITICHE DIVERSIFICATE PER LE AZIENDE DI DIVERSI SETTORI E DIMENSIONI.
R. Certo, la definizione di Pmi è molto ampia e ovviamente i problemi di un'azienda con 5 e di una con 200 dipendenti sono completamente diversi. Ma hanno tutte una cosa in comune: sono vitali per l'Ue perché le Pmi sono responsabili della creazione della maggior parte dei nuovi posti di lavoro. Quello che dobbiamo fare quindi è cercare di sostenerle e se iniziassimo a fare troppe distinzioni tra le categorie diventerebbe impossibile lavorare. Credo che alla fine le nostre politiche siano efficaci.

D. QUANTO LA MANCANZA DI UN VERO MERCATO UNICO COMPLICA LE AZIONI A FAVORE DELLE PMI EUROPEE?
R. Molto. Una sola impresa su 4 in Ue si avvale del mercato unico, che invece sarebbe uno strumento fondamentale.

D. E QUANTO SIAMO LONTANI DALLA SUA REALIZZAZIONE?
R. Dobbiamo lavorarci molto, nei prossimi anni dobbiamo incoraggiare la mobilità e ridurre le barriere.

D. PER QUANTO RIGUARDA INFINE LO SME TEST (LA VALUTAZIONE DI IMPATTO DELLE DIRETTIVE UE SULLE PMI DI CUI LA COMMISSIONE SI È RECENTEMENTE DOTATA) EUROCHAMBRES HA SOTTOLINEATO COME IN REALTÀ NEL 2013 SIA STATA EFFETTUATA SOLO PER IL 40% DELLE PROPOSTE DI LEGGE. PERCHÈ?
R. Punti di vista: secondo me il bicchiere è mezzo pieno. Siamo partiti da zero: ora siamo più trasparenti e ci confrontiamo sui risultati. Ci piacerebbe casomai avere ancora più input da parte delle imprese. Dobbiamo ancora raggiungere il 100%, ma sono molto soddisfatto dei risultati ottenuti. (Public Policy)

DSA

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