Public Policy
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Pmi, Commissione Ue: Italia
in ripresa ma non troppo

ue 26 novembre 2013

VILNIUS - (Public Policy) - In termini di politiche per le Pmi nel 2012, l'Italia si sta progressivamente adeguando alla media europea. È questa la conclusione del rapporto annuale della Commissione Ue sullo stato di implementazione dello Small business act (Sba) nei Paesi Ue. I risultati sono presentati in confronto alla media Ue e non agli altri Paesi europei perché, avvertono gli addetti ai lavori, non avrebbe senso un confronto diretto tra Paese e Paese viste le tante diversità strutturali. Nel nostro Paese un'alta percentuale delle Pmi è costituita da imprese con meno di 10 dipendenti che contribuiscono all'occupazione e alla produzione di ricchezza più che in altri Paesi europei.

I dati più critici riguardano l'accesso al credito: in Italia le banche rifiutano i prestiti alle aziende una volta su 5 (contro una media europea del 15%), inoltre per ottenere un prestito ci vogliono in media 117 giorni, contro la media Ue di 52. Alla crescente rigidità delle banche nel concedere prestiti e garanzie alle Pmi si aggiunge inoltre la disparità nei tassi sui prestiti concessi alle grandi imprese rispetto a quelle piccole e medie. Un punto critico rimane anche la questione dei pagamenti da parte della Pubblica amministrazione. Gli indicatori mostrano un quadro contraddittorio: se da una parte infatti lo Stato italiano riserva alle Pmi più fondi che altrove, i tempi di pagamento da parte della Pubblica amministrazione restano tra i più alti d'Europa: 90 giorni, contro una media Ue di 29.

Su questo particolare aspetto, comunque, come sottolinea Giuseppe Tripoli, il rappresentante delle Pmi italiane in Europa "nell'ultimo anno sono stati presi provvedimenti efficaci che per forza di cose questo studio (che si basa sui dati del 2012; Ndr) non ha rilevato". Per quanto riguarda invece l'imprenditorialità la performance italiana rimane al di sotto della media, anche in questo caso con alcune contraddizioni: ad esempio la percentuale di chi lavora in proprio è del 23% contro una media Ue del 15. Un tasto dolente a livello europeo è poi la seconda opportunità data a chi dichiara fallimento: molto alti nel nostro Paese restano in particolare i tassi sulla restituzione del debito (22%, contro il 10% Ue).

Il peso della burocrazia resta alto ma non in peggioramento rispetto agli anni precedenti. Critici soprattutto i costi di avvio dell'impresa: in Italia ci vogliono circa 2100 euro, quando la media Ue è di 372 euro. Infine molto resta da fare per quanto riguarda le esportazioni e l'internazionalizzazione, uno dei punti chiave della strategia Ue per le Pmi: le imprese italiane esportano poco sia in Ue (10%, media Ue: 19%), ma sopratutto all'estero (3%, media Ue 8%), con costi e tempi di esportazione maggiori rispetto alla media. Ci vogliono 1145 dollari e 18 giorni per l'import (media Ue: 1072 dollari, 11 giorni) e 1145 dollari e 19 giorni per l'export (media Ue: 1004 dollari, 11). (Public Policy)

DSA

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