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POLITICHE 2013, DONADI (CD): VOGLIAMO RAFFORZARE IL CENTROSINISTRA

11 gennaio 2013

(Public Policy) - Roma, 11 gen - Massimo Donadi, ex
capogruppo Idv alla Camera e co-fondatore di Centro
democratico, ha spiegato, con un'intervista a "Il Punto", il
progetto nato a sostegno di Bersani: "Vogliamo rafforzare il
centrosinistra e dare il nostro contributo all'unica
proposta politica in grado di governare l'Italia".

"Dal nostro punto di vista - ha aggiunto - la candidatura
di Monti non è stata un segno di forza ma di debolezza. Il
presidente del Consiglio si mette a capo di una piccola
coalizione con lo scopo principale di non far vincere il
competitor più forte e agguantare il pareggio al Senato".
Secondo Donadi il governo sarà chiamato a prendere scelte
importanti che scontenteranno qualcuno e che andranno a
colpire interessi "intoccabili": "Occorre, quindi, una base
di consenso molto ampia. Al centrosinistra serve la
maggioranza sia alla Camera che al Senato, perché questo
garantirà un Governo stabile e non sottoposto a ricatti.

L'eventuale collaborazione con Monti è condizionata. Non
possiamo mettere in discussione il programma del
centrosinistra che in certi aspetti è molto lontano da
quello che propone Monti".

CON MONTI È MANCATA EQUITÀ SOCIALE E CRESCITA
"Il Governo Monti - ha spiegato Donadi - è stato puramente
tecnicista, con una visione meramente contabile
dell'economia italiana. È mancato qualsiasi elemento di
equità sociale e di crescita".
Il politico ha evidenziato che gli elementi necessari per
rimettere a posto i conti pubblici sono il lavoro, l'equità
sociale e lo sviluppo economico.

TRA MONTI E VENDOLA SCELGO VENDOLA
"Tra Monti e Vendola - ha affermato Donadi - mi prendo 50
volte Vendola: la politica non è soltanto calcolo
ragionieristico ma anche difesa delle fasce sociali più
deboli".

"Il veto su Vendola e la volontà di 'silenziare' le voci
discordanti - ha aggiunto - sono una dimostrazione dei
limiti di Monti, a partire dalla concezione di democrazia.
La sua è una visione tecnocratica che non accetta il
confronto".

L'Italia, per Donadi, ha la necessità di creare maggiore
giustizia sociale: "Non a caso siamo in coalizione con
Vendola e non con Monti. Lo dico nella consapevolezza che
con il leader di Sel abbiamo alcune idee diverse. Ma la
politica deve unire posizioni anche distanti, soprattutto se
portatrici di valori condivisi come la tutela delle fasce
più deboli".

NESSUN AVVICINAMENTO AD INGROIA
Per quanto riguarda una possibile alleanza con Rivoluzione
Civile, partito guidato da Antonio Ingroia, Donadi dice:
"C'è un'oggettiva impossibilità al confronto. Si tratta di
quella parte di sinistra che non accetta di fare i conti con
la realtà e che sceglie sempre di rifugiarsi nel populismo.
Con chi sceglie il populismo non c'è niente da spartire".

"Dovranno giustificare - ha concluso - il paradosso di
dipingere Monti come un demonio e, allo stesso tempo,
favorirlo con una candidatura al di fuori del
centrosinistra". La lista dei 'rivoluzionari' non è un aiuto
a Bersani ma è una mano a Monti". (Public Policy)

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