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POLITICHE 2013, FINI (FLI): MONTI NON SOLO ALFIERE DEL RIGORE

22 gennaio 2013

(Public Policy) - Roma, 22 gen - "Nell'immaginario
collettivo Mario Monti è l'alfiere del rigore. Deve essere
percepito anche come colui che ha in chiaro le cose da fare
per evitare che questi sacrifici siano inutili.

Deve dimostrare di essere il propugnatore di una politica di
crescita basata sulle proposte che fa". In un'intervista al
Secolo XIX il presidente della Camera e leader di Fli
Gianfranco Fini cerca di fare chiarezza sulla visione di
Mario Monti, e su quella di Fli stessa, visto che il suo
partito, alla Camera, è tra le liste collegate a sostegno
del presidente del Consiglio.

"Una parte dell'agenda, per esempio, è relativa a come
produrre più ricchezza e distribuirla in modo più equo". Ma
il problema, per Fini, è che anche questa campagna
elettorale "ricalca lo schema del passato: molto rumore,
decibel alti, polemiche sconclusionate, con una scarsa
propensione all'approfondimento".

Riemerge però subito la vecchia rivalità del leader Fli con
Berlusconi, paragonato a Jean Paul Belmondo, e definito
"simpatica canaglia, affabulatore, ma ha già perso metà del
consenso che aveva, neanche lui crede nella possibilità di
rappresentare il futuro".

Fini è più analitico con il leader Pd Bersani: "Se vince,
il rischio è che arrivino compromessi al ribasso, o la
ripresa di politiche insensibili al dovere di tenere sotto
controllo la spesa pubblica".

Se dalle elezioni dovrebbe emergere un 'pareggio', almeno
al Senato, secondo il presidente della Camera "il capo dello
Stato deve dare l'incarico per formare il Governo. In ogni
caso con Monti abbiamo detto che ci presentiamo con una
vocazione maggioritaria, non siamo in campo per gareggiare e
domani avere un ruolo di interdizione, ci presentiamo per
vincere".

Alla domanda su una possibile alleanza con Vendola, Fini
risponde con una riflessione generale: "Servono maggioranze
omogenee. Serve un minimo comun denominatore in termini di
riforme. Occorre per esempio una revisione del bicameralismo
perfetto con riduzione del numero dei parlamentari.

È necessaria una revisione del federalismo e una ridefinizione
del rapporto tra Esecutivo e Legislativo. Speriamo in una
larga maggioranza e che al Quirinale arrivi una figura
simile all'attuale Capo dello Stato". (Public Policy)

LEP

 

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