Public Policy
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POLITICHE 2013, IL PROGRAMMA DEL CENTRO DEMOCRATICO IN PILLOLE /SCHEDA

18 gennaio 2013

(Public Policy) - Roma, 18 gen - Il Centro democratico,
nuovo partito fondato da Bruno Tabacci e Massimo Donadi, in
alleanza con il Pd e nella coalizione "Italia. Bene comune",
ha presentato il programma elettorale per le elezioni del
prossimo 24-25 febbraio. È possibile consultarlo sul sito
www.ilcentrodemocratico.it.

I 6 PUNTI PROGRAMMATICI
Il programma di Governo è incentrato su sei punti:

1. Politica di bilancio: rispetto dei vincoli Ue,
razionalizzazione della spesa pubblica e abbattimento dello
stock di debito;

2. Riforma fiscale: lotta all'evasione, riduzione della
pressione fiscale e spostamento del prelievo dal lavoro a
rendite, patrimoni e beni di lusso;

3. Riforma dello Stato sociale: definizione dei livelli
essenziali delle prestazioni e riordino della rete dei
servizi sociali e del sistema dei sussidi assistenziali e
previdenziali, del servizio sanitario nazionale e delle
misure di sostegno al reddito;

4. Riforma della giustizia e tutela della legalità:
investimenti tecnologici per la riduzione dei tempi dei
processi civili e penali, certezza e umanità delle pene,
lotta alla criminalità e alla corruzione.

5. Politiche per lo Sviluppo: riduzione del cuneo fiscale,
liberalizzazioni, infrastrutture, accesso al credito,
ricerca e sviluppo, piano straordinario e fiscalità di
vantaggio per il Mezzogiorno, pieno utilizzo dei Fondi
strutturali europei e sostegno all'export.

6. Riforma dello Stato e della Pubblica amministrazione:
ridefinizione di funzioni e competenze dei diversi livelli
di governo, revisione della spesa, Pa digitale,
semplificazioni, merito e valutazione dei risultati.

LA POLITICA ECONOMICA DEL CENTRO DEMOCRATICO
In via generale, la politica economica del Centro
democratico intende riallocare le risorse finanziarie
pubbliche per favorire la crescita e l'occupazione.

Dal lato delle spese si vogliono eliminare gli sprechi e le
inefficienze, indirizzando la spesa verso impieghi più
produttivi e allargando la spending review a tutte le
amministrazioni pubbliche. Inoltre, è necessario regolare la
quantità e il numero di chi beneficia delle diverse
tipologie di servizi sociali, prestazioni sanitarie,
agevolazioni tariffarie e sussidi assistenziali, sulla base
di un nuovo Indicatore di situazione economica equivalente
(Isee).

Invece, dal lato delle entrate sono necessari la lotta
all'evasione fiscale e contributiva e il contrasto
all'economia sommersa, oltre che ad una riforma fiscale che:
riduca la tassazione ai ceti medio-bassi, tassi in maniera
diversa i redditi da capitale, sopprima alcuni regimi
speciali sostitutivi e di esenzione fiscale, riordini i
diversi tributi di natura patrimoniale in un'unica
imposizione sulle grandi ricchezze.

"La riqualificazione della spesa pubblica - come scritto
nel programma - sono i pilastri attraverso i quali
reperiremo le risorse necessarie a ridurre il prelievo
fiscale sul lavoro e le imprese, per far ripartire consumi e
investimenti, e a sostenere con maggiore equità i cittadini
più deboli e svantaggiati".

RIDURRE LO SPREAD
Per ridurre lo spread nelle operazioni di rifinanziamento e
alleggerire i 2 trilioni di debito pubblico, il programma
prevede misure volte a:

a) ridurne il costo, sterilizzando il differenziale di
rendimento rispetto ad analoghi titoli tedeschi;

b) allungarne le scadenze, elevando la durata media dei titoli
da 6,5 a 8/10 anni;

c) aumentarne (dal 60 all'80%) la quota detenuta da
investitori domestici, istituzionali e non, sul modello del
Giappone.

I COSTI DELLA POLITICA
Secondo il Centro democratico per ridurre i costi della
politica dovrà essere approvato un disegno di legge di
riforma costituzionale che preveda la riduzione del 30% dei
parlamentari, l'accorpamento delle Regioni, correzione delle
"non più giustificate" caratteristiche degli statuti
speciali e l'abolizione delle Province.

Inoltre, è necessario rafforzare gli strumenti e le
sanzioni per la lotta alla corruzione nella pubblica
amministrazione.

FISCO EQUO, COMPETITIVO E SOSTENIBILE
La riforma economica contenuta nel programma, intende
realizzare un fisco:

- equo, fondato sulla lotta all'evasione e all'elusione
fiscale e capace di assicurare una forte riduzione del
prelievo, a partire dai redditi medio-bassi, ponendo la
famiglia al centro di un sistema integrato di sostegno e
protezione sociale;

- competitivo, diretto a detassare e incentivare, con
meccanismi stabili, automatici e selettivi, le imprese che
intendono crescere ed innovare, "patrimonializzandosi" e
allargando la base occupazionale;

- sostenibile, diretto a promuovere consumi ecosostenibili
e agevolare le imprese certificate che rispettino standard
di produzione ambientalmente e socialmente responsabili.

IL SUD AL CENTRO DELLA POLITICA NAZIONALE
Il rilancio dell'economia nazionale, secondo il Centro
democratico, passa dalla valorizzazione dello
"straordinario" potenziale di crescita del Mezzogiorno.

Il Programma straordinario per la crescita e l'occupazione
nel Mezzogiorno "agirà sul piano istituzionale e all'interno
della fiscalità, delle infrastrutture e dei servizi,
definendo gli obiettivi strategici a tutti i livelli di
governo: comunitario, statale e territoriale".

Questo programma servirà per rafforzare l'impiego di fondi
nazionali per le infrastrutture e l'adozione del Piano per
la povertà.

Inoltre, va negoziata in sede europea l'adozione,
compatibilmente con la disciplina sugli aiuti di Stato, di
nuove e "incisive" forme di fiscalità di vantaggio per le
Regioni meridionali, per attrarre anche nuovi investimenti
esteri. (Public Policy)

DAP

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