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Ponte sullo Stretto, affinità e divergenze tra Ap e Renzi

ponte stretto 03 ottobre 2016

ROMA (Public Policy) - Per "rilanciare l'economia delle regioni del Mezzogiorno d'Italia attraverso il completamento della rete infrastrutturale primaria, il collegamento stabile viario e ferroviario tra la Sicilia e il continente", ovvero il Ponte sullo Stretto, "è dichiarato infrastruttura prioritaria per l'interesse del Paese". Per "ridurre i costi e i tempi di realizzazione", il presidente di Anas è nominato, per due anni, commissario per la costruzione dell'opera.

È il fulcro di una proposta di legge a firma Area popolare (il partito del ministro dell'Interno, Angelino Alfano) presentata alla Camera e che la capigruppo di Montecitorio ha deciso di calendarizzare a dicembre.

Negli ultimi giorni il premier, Matteo Renzi, è tornato a parlare dell'opera: "Noi siamo pronti" ad andare avanti sul progetto che Renzi ha indicato come il collegamento Napoli-Palermo, capace di creare "100mila posti di lavoro" (secondo la proposta di Ap i posti di lavoro potrebbero essere 4.500).

"Se voi siete nelle condizioni di portare le carte e sistemare ciò che è fermo da 10 anni - ha detto Renzi intervenendo alla cerimonia per i 110 anni dell'impresa di costruzioni Salini-Impregilo - noi lo sblocchiamo".

La proposta di Area popolare è formata da un solo articolo con cui, in sostanza, si rilancia la realizzazione del Ponte sullo Stretto, uno dei progetti infrastrutturali, definiti nella relazione illustrativa, "storicamente più importanti per il nostro Paese e per l'intero continente europeo".

Nello specifico, la pdl punta a 'recuperare' gli elaborati progettuali già realizzati e, tramite il commissario, aggiornarli. Lo stesso commissario sarà garante della celerità, della trasparenza dell'iter di realizzazione e, in collaborazione con Anac, della legalità scongiurando il rischio di infiltrazioni mafiose, spiega ancora la relazione illustrativa.

Secondo Ap, come si legge in un documento di accompagnamento alla proposta, "non esistono oggettive e comprovate ragioni che sconsiglino la realizzazione" del collegamento tra Sicilia e Calabria.

"Esistono, invece, studi di altissima qualità a livello nazionale e mondiale che ne dimostrano l'opportunità". Nello stesso documento, si spiega che "è stato elaborato un progetto di monitoraggio ambientale e sociale unificato per la salvaguardia della qualità ambientale".

La nota sottolinea come il costo dell'opera sia stimato in 7,5 miliardi di euro, compresa la realizzazione di tutti i collegamenti terrestri "che andrebbero a beneficio di un territorio finora pesantemente penalizzato proprio dall'essere punto di passaggio". Secondo i presentatori, poi, l'opera favorirebbe l'occupazione di circa 4.500 figure professionali.(Public Policy) FRA

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