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I migranti visti da Berlino: accoglienza e frontiere sicure

calais immigrazione 18 settembre 2015

ROMA (Public Policy) - di Leopoldo Papi - Una politica comune europea per l'accoglienza dei rifugiati, interventi nei Paesi di origine e di transito, la definizione di un elenco di Paesi terzi sicuri, e la sicurezza delle frontiere comunitarie.

Sono, in sintesi, le priorità individuate dalla Germania sul tema dell'immigrazione, elencate dall'ambasciatrice tedesca in Italia Susanne Marianne Wasum-Rainer, intervenuta in audizione al comitato parlamentare Schengen sul tema dei flussi migratori.

"C'è la ferma convinzione che l'Ue debba dotarsi di una politica duratura e sostenibile per quanto riguarda i flussi dei rifugiati - ha affermato - che includa anche misure di sostegno ai Paesi d'origine e ai Paesi di transito".

Obiettivo prioritario, dunque "è che vengano risolti e superati gli attuali squilibri per quanto riguarda l'accoglienza dei rifugiati. Abbiamo bisogno di un sistema che consenta la distribuzione dei rifugiati tra tutti i Paesi membri".

Wasum-Rainer ha ricordato come sià già stato definito un coefficiente di distribuzione basato sul numero di disoccupati, sul numero di rifugiati già accolti, sul Pil e sulla popolazione.

"L'applicazione di questo coefficente garantirebbe che nessun Paese si trovi ad accogliere un numero di rifugiati sproporzionato rispetto al proprio potenziale economico. Questo coefficiente deve diventare vincolante", ha dichiarato.

Soffermandosi tuttavia sulla crisi di questi giorni, e sull'ipotesi di sanzioni per i Paesi che rifiutano le quote obbligatorie, la Germania, ha riferito, "è estremamente cauta. Di fronte a problemi così gravi abbiamo la sensazione non si possa pensare di punire alcuni Stati membri. Si cerca di puntare sul raggiungere un consenso a cui poi i Paesi membri si atterranno. Non è il momento di parlare di sanzioni, ne di incentivi. La Germania, con il 19% del Pil europeo, accoglie il 40% dei rifugiati. Ogni Paese farà quello che potrà".

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@leopoldopapi

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