Public Policy
Facebook Twitter Feed RSS

POSTE, IL FUTURO DEL MERCATO POSTALE E LE PROPOSTE DI GLOCUS

06 dicembre 2012

(Public Policy) - Roma, 6 dic - Il futuro delle Poste
italiane, il loro rapporto con il mercato, le dimensioni del
servizio universale e la concorrenza al suo interno, il
collegamento all'agenda digitale, la separazione fra Posta e
Banco Posta, sono stati esaminati da Glocus, di cui è
presidente Linda Lanzillotta deputata del gruppo misto, nel
corso di un seminario che si è svolto a Roma presso la
Camera dei deputati sul tema "Il futuro del mercato postale
in Italia".

L'autore del paper introduttivo, Vincenzo Visco Comandini,
docente di Economia delle istituzioni all'Università di
Roma, Tor Vergata, ha sostenuto che "è chiaro che ci
dobbiamo preparare ad una riduzione del servizio
universale", ma nel contempo ha sottolineato l'esigenza che
questo avvenga con gradualità, "con il rischio comunque di
rendere inefficace lo strumento senza il contributo
statale".

Visco Comandini ha ipotizzato che questo possa avvenire in
un lasso di tempo di cinque anni, "non certo subito" ed ha
fatto il confronto con quanto avvenuto in un decennio per il
servizio universale nelle Tlc, che pur costituivano "un
mercato ricco al confronto di quello postale".

Comandini si è espresso in termini negativi circa la messa
in comune della rete (uffici, postini etc. ndr), esperienza
che ha dato cattivi risultati in Gran Bretagna ed ha
giudicato negativamente anche la decisione di far dimagrire
gradualmente il servizio universale, cedendo all'esterno
"prodotto per prodotto" (come lettere, raccomandate, atti
giudiziari ndr): "era sbagliato allora e lo è ora" ha
osservato, proponendo decisioni di esternalizzazione del
servizio fondate sulla qualità: frequenza recapito,
copertura territorio, dislocazione rete.

Quanto poi al criterio della gara per l'affidamento dei
servizi, Comandini ha raccomandato "di attenersi alla
concreta situazione". Non è pensabile frammentare il
servizio, che dovrà essere svolto oltre che da Poste, da
altri competitor affidabili quale Tnt, che "ha preso quote
di mercato in virtù di un buon servizio".

Separare Banco Posta dalle Poste, se è relativamente facile
sotto il profilo societario, lo è assai meno nel concreto,
sia perché oggi le due realtà insistono sugli stessi uffici
e sulla stessa forza lavoro, ma anche in quanto Banco Posta,
separata dalle Poste, finirebbe per configurarsi come una
banca a pieno titolo. (Public Policy)

ABA

© Riproduzione riservata