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Poste, il parere della commissione Finanze al Senato: con risorse ridurre il costo del lavoro

poste 05 marzo 2014

ROMA (Public Policy) - La commissione Lavori pubblici e comunicazione del Senato ha espresso parere favorevole con sette osservazioni allo schema di decreto del governo (Letta) sulla parziale privatizzazione di Poste Italiane. Un parere che è stato approvato sul filo di lana, per soli 10 voti a favore e 9 contrari.

La commissione, nel parere favorevole, invita "il governo a valutare la possibilità di introdurre forme agevolate di acquisto delle azioni cedute, analoghe a quelle previste per i dipendenti del gruppo Poste Italiane, anche a favore dei piccoli risparmiatori e correntisti postali". L'ottava commissione di palazzo Madama "segnala l'opportunità di prevedere, mediante l'emanazione di regole apposite, forme di partecipazione alla governance di Poste anche per i piccoli azionisti, al fine di tutelare i legittimi interessi di questi soggetti e di rafforzare l'obiettivo della creazione di un azionariato diffuso".

"È opportuno - si legge nel parere della commissione - che la procedura di cessione articolata in più fasi sia attuata con tempi e modalità tali da consentire la più proficua valorizzazione delle quote cedute e che, in tale prospettiva, la successiva quotazione in Borsa sia preceduta da una verifica del valore di mercato delle quote cedute, auspicandone un successivo apprezzamento". Per quanto riguarda l'impiego delle risorse derivanti dalla privatizzazione, è un'altra osservazione della commissione Lavori pubblici "si raccomanda al governo di valutare la possibilità di destinare le stesse, per quote e previa verifica del loro ammontare complessivo, anche a interventi finalizzati al sostegno della ripresa economica e segnatamente alla riduzione del costo del lavoro".

Per la VIII commissione "occorre mantenere la capacità di indirizzo strategico da parte dello Stato, anche al fine di tutelare le funzioni di interesse pubblico svolte da Poste Italia Spa, per quanto attiene al servizio universale di recapito postale e alla raccolta e gestione del risparmio postale. In tale ambito si sollecita il governo a procedere rapidamente alla stipula del contratto di programma tra lo Stato e Poste Italiane per il servizio universale, attraverso modalità che garantiscano una piena correlazione tra ricavi e costi sostenuti".

La commissione chiede inoltre al governo di "adottare tuttel le misure atte a tutelare il valore dei capitali dei piccoli rispamiatori" definendo "quanto prima la nuova convenzione pluriennale tra Poste Italiane e Cassa depositi e prestiti". Infine la commissione "auspica che il collocamento sul mercato di Poste possa favorire anche un assetto maggiormente equilibrato e competitivo nei settori nei quali il Gruppo svolge le sue attività, nel rispetto delle disposizioni comunitarie e nazionali in materia di tutela della libera concorrenza".(Public Policy)VIC

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