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PRIMARIE, LE IDEE SUL LAVORO DI LAURA PUPPATO (PD)

22 ottobre 2012

(Public Policy) - Roma, 22 ott - "Si deve ripensare il piano
industriale per l'Italia inserendo al primo punto la
rivoluzione della green economy e delle moderne forme di
riutilizzo intelligente in alternativa all'usa e getta". Lo
scrive Laura Puppato, consigliere regionale veneta e unica
candidata alle primarie del centrosinistra, sul suo sito.

"SENZA IMPRESA NON C'È LAVORO
E SENZA LAVORO NON CI SONO LAVORATORI"

"La politica industriale - si legge - deve essere coniugata
con un progetto complessivo di tutela dell'ambiente. I
processi produttivi 'puliti' (vedi il disastro dell'Ilva),
l'impiego di energia prodotta da fonti rinnovabili, il
risparmio energetico, la gestione attiva del ciclo dei
rifiuti, ogni forma di turismo e l'agricoltura di qualità
sono i pilastri di un sistema integrato che ha come
obiettivo la riduzione dell'inquinamento, la tutela della
salute e la salvaguardia delle risorse naturali".

"La creazione di nuovi posti di lavoro ne è la diretta
conseguenza, perché 'le pratiche virtuose creano più
lavoro'. Occorre quindi - sempre secondo Puppato -
incentivare gli investimenti nelle tecnologie ambientali,
nella ricerca e nell'innovazione con interventi di
defiscalizzazione e incentivazione mirata a modulare
diversamente la tassazione al fine di riequilibrare il
bilancio fiscale con indirizzi precisi e avendo a cuore
l'equità".

DISOCCUPAZIONE E PRECARIATO

"Qualora il contratto a tempo indeterminato non possa
essere utilizzato - si legge ancora - è necessario
individuare forme di flessibilità dei contratti che
soddisfino necessità aziendali tutelando economicamente e
socialmente i lavoratori. Opportuno inserire forme
progressive di tutela di imprese e lavoratori e costi
diversi a seconda del tipo di contratto prescelto".

L'obiettivo della consigliera regionale è quello di
"ridurre la disoccupazione giovanile al di sotto del 15% in
tre anni", tagliando il costo del lavoro dei contratti a
tempo indeterminato del 30%. "Il taglio del 20% dovrebbe
derivare da una riduzione equivalente del prelievo fiscale e
contributivo, il taglio del restante 10% dovrebbe derivare
da una riduzione della retribuzione: questa riduzione del
30% si applica i primi 3 anni e viene riassorbita, il 10%
all'anno, nei successivi 3 anni".

"Contemporaneamente - si legge infine - va riformata la
normativa sui contratti a termine, abolendo tutti quelli
vigenti, creandone solo un nuovo tipo, ben regolato, con
sanzioni forti per i datori di lavoro che ne dovessero
approfittare". (Public Policy)

GAV

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