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PRIMARIE PDL, CROSETTO: UTILI, MA C'È RISCHIO BASSA AFFLUENZA /INTERVISTA

09 novembre 2012

(Public Policy) - Roma, 9 nov - (di Leopoldo Papi) Guido
Crosetto sgombra il campo dagli equivoci sul vertice di ieri
del Pdl, in cui si è deciso di fare le primarie per
selezionare il prossimo candidato alle elezioni politiche.
"Le ricostruzioni che ho letto sui giornali - dichiara - non
hanno percepito nulla di come è avvenuta la riunione: né del
clima di sincerità e serietà che l'ha caratterizzata, né di
come si è arrivati alla decisione delle primarie".

"È stata la prima riunione in cui ho sentito la gente
parlare con sincerità dicendo e mettendo sul tavolo davanti
a tutti tutto quello che pensava, da Bondi, a Berlusconi a
Gasparri, da Fitto a Galan. Nei distinguo, ciascuno ha detto
la sua". Alla fine della riunione, spiega Crosetto, "il
clima era assolutamente positivo, su una scelta a cui
nessuno attribuisce potere salvifico, ma che tutti
considerano un passaggio che, se sviluppato bene, può essere
utile".

D. COSA SI È DECISO SULLE REGOLE? È CIRCOLATA L'IDEA DI
FARE PRIMARIE ALL'AMERICANA, MA ANCORA NON SONO MOLTO
CHIARE.
R. Non sono chiare perchè ieri le abbiamo approvate in
linea di massima, dando l'incarico al partito di definirle
nel dettaglio. L'obiettivo è di arrivare a un regolamento
nei prossimi giorni con i rappresentanti dei vari
candidati.

D. E IN LINEA DI MASSIMA QUALI SONO?
R. Ieri è passata l'idea di primarie sequenziali, che
partano da una o due regioni, e vadano avanti di settimana
in settimana in tutte le altre. L'altra cosa assodata mi
pare il fatto che si pensava di eleggere in ogni regione i
delegati, mentre invece si farà il voto sui candidati
leader.

Si era partiti per fare, in linea di massima, un'assemblea
per provincia, invece se ne faranno centinaia, tutte quelle
che si riescono a fare per coprire il più possibile tutto il
territorio. Altre regole sul tavolo sono la possibilità di
sottoscrivere 10mila firme, sia fisicamente che
elettronicamente.

I 250mila registrati sul
sito possono sottoscrivere elettronicamente, gli altri
dovranno andare a un luogo "fisico". È ancora aperta invece
la discussione sul voto elettronico alle primarie, mi su
questo pare ci sia una chiusura. È poi ancora da discutere
la possibilità dell'endorsment, per cui i candidati più
deboli potrebbero portare i loro voti a un altro".

D. CHI POTRÀ PARTECIPARE?
R. L'elettorato attivo sarà aperto a tutti. C'è la
discussione se introdurre o meno la tessera elettorale, ma
la cosa è ancora da definire. L'elettorato passivo invece è
aperto a quelli di area che firmino comunque un documento di
impegno ad accettare il risultato delle primarie, e a
lavorare per chi le vincerà, oltre che a rimanere
all'interno del Pdl. Questo sistema dovrebbe così escludere
quelli che pensano di fare le primarie per poi lanciare il
loro partito, e magari ce l'hanno già pronto".

D. CHE NE PENSA DELLA POSSIBILITÀ DELLE PRIMARIE PER I
PARLAMENTARI PROPOSTA DA GIORGIA MELONI?
R. L'obiezione a questa possibilità è che stiamo cambiando
la legge elettorale, in cui abbiamo messo le preferenze:
introdurla significherebbe ammettere che non vogliamo
cambiare la legge.

D. HA PENSATO A UNA SUA CANDIDATURA?
R. Vediamo tra qualche giorno.

D. QUAL È IL RISCHIO DELLE PRIMARIE NEL PDL?
R. Il rischio, dato il poco tempo a disposizione, è
sicuramente quello della bassa affluenza. Non abbiamo avuto
mesi come il Pd. Ma va bene correrlo, se può servire a
qualcosa. Il problema è che le primarie siano reali. In
realtà c'è un candidato che ha tutto, magari il 95% del
partito, e gli altri hanno strutture limitate".(Public
Policy)

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