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#PRIMARIEPARLAMENTARI, PARISI(PD): COME REAGIRANNO I CAPICORRENTE?

small_110220-155313_143120_ajm113_ap 13 dicembre 2012

IL DEPUTATO IN UN'INTERVISTA AL MESSAGGERO

(Public Policy) - Roma, 13 dic - Bersani è "coraggioso",
perché dalla sua scelta "potranno derivargli delle grane".

Arturo Parisi, deputato Pd, prodiano, ex ministro della
Difesa, in un'intervista al Messaggero parla delle primarie
parlamentari del partito annunciate ieri. Il segretario,
precisa, a voler fare queste selezioni pubbliche si è preso
un rischio, perché "come reagiranno i capicorrente?"
La sua impressione che le primarie non siano state del
tutto una buona notizia per i colleghi parlamentari e
compagni di schieramento se l'è fatta per esperienza
diretta.

Racconta: "Bastava vedere nelle ore successive
all'annuncio tutta l'ansia e l'incertezza che si sono
diffuse tra i parlamentari, che probabilmente non avevano
fatto mente locale su quel che stava accadendo e sulle prove
che ora li attendono. Finora siamo all'annuncio, seguiranno
i dettagli e tutti sanno che è nei dettagli che si riconosce
la mano del demonio".

I problemi per Parisi potrebbero derivare, ancora una
volta, dalle regole. Non è chiaro, secondo il deputato,
quale sarà l'elettorato attivo, e chiarisce la sua
posizione, "che queste primarie non possano essere meno
aperte di quelle di due settimane fa".

Nessuno tuttavia, tra i parlamentari, sembra aver
contestato esplicitamente la scelta. Parisi spiega le
difficoltà, in termini di credibilità, che potrebbero
derivare agli onorevoli del Pd nel palesare le
preoccupazioni per i loro seggi: "Avendo lì messo Bersani in
gioco il ruolo di candidato a Palazzo Chigi, voglio proprio
vedere chi avrà la forza di mettere in discussione le
primarie per deputati e senatori, un ruolo certamente meno
importante che non può essere a questo punto sottratto alla
scelta dei cittadini. E poi è una risposta alla ferita
inferta dalla conferma del Porcellum, con una vera e propria
sfida che il partito apre con se stesso".

Parlando di sè, Parisi non sembra tuttavia essere
preoccupato del suo futuro nei palazzi legislativi:
"Nonostante la mia presenza sia sotto i limiti previsti di
15 anni la mia scelta è per un impegno nuovo e diverso da
quello parlamentare Come ha detto sillabando D'Alema, potrei
dire che la mia preferenza va verso impegni
ex-tra-par-la-men-ta-ri". (Public Policy)

LEP

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