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Privacy, Reding: Commissione ci pensa da prima di Snowden, bene regolamento Ue

datagate 14 aprile 2014

ROMA (Public Policy) - "A differenza di molti altri, la Commissione europea non ha scoperto il tema della protezione dei dati con le rivelazioni di Snowden o la campagna elettorale europea [...] La riforma della protezione dei dati è un esempio calzante di come i diritti fondamentali e gli imperativi economici interagiscano. Il regolamento" messo a punto da Bruxelles "è una vera e propria apertura di un nuovo mercato per le imprese, ma allo stesso tempo il suo obiettivo è quello di responsabilizzare i cittadini di fronte a una rivoluzione tecnologica che ha offuscato i confini tra sfera privata dell'individuo e dominio pubblico".

Lo rende noto Viviane Reding, vicepresidente della Commissione europea e commissario Ue alla Giustizia, nel corso del suo intervento in occasione della presentazione, oggi a Bruxelles, del quarto report annuale sull'applicazione della Carta Ue dei diritti fondamentali.

In merito ai rapporti con gli Usa, sottolinea Reding, "la Commissione europea ha presentato ai partner statunitensi una serie di azioni specifiche da intraprendere per ripristinare la fiducia, tra cui la richiesta di dare, ai cittadini europei che non vivono negli Stati Uniti ma i cui dati vengono intercettati, la possibilità di andare in tribunale". (Public Policy)

GAV

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