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PROFESSIONI NON REGOLAMENTATE, L'AUDIZIONE IN SENATO DI FEDERPROFESSIONAL

27 giugno 2012

(Public Policy) - Roma, 27 giu - Un provvedimento atteso, condivisibile, sicuramente migliorabile. E' il giudizio di Federprofessional (associazione delle alte professionalità indipendenti, opera nell'ambito di Federmanager) sulla riforma delle professioni non regolamentate. Il testo, approvato alla Camera il 17 aprile, è ora allo studio (in esame congiunto con altre proposte) della commissione Industria al Senato.

L'AUDIZIONE DI FEDERPROFESSIONAL
Le modifiche proposte dall'associazione sono diverse, ma il
giudizio di fondo, come detto, resta positivo: "Esprimiamo
ampia adesione ai contenuti generali, si tratta di un
provvedimento attesto e auspicato da tempo". Che
meriterebbe, comunque, qualche ritocco. Innanzitutto, per
Federprofessional, è "irrealistico il termine di 60 giorni
previsto per l'adozione del provvedimento di riconoscimento
delle associazioni professionali".

Più "opportuno" sarebbe stabilire "un termine più ampio (ad
esempio 120 giorni)", con la formula del "silenzio assenso"
nel caso in cui "non venga emesso un provvedimento di
accoglimento o rigetto".

Federprofessional esprime poi "perplessità" sulla norma che
prevede che sia il ministero dello Sviluppo economico a
stabilire i requisiti necessari per il riconoscimento (che
si aggiungerebbero a quelli "minimi" indicati nel testo):
"Sarebbe opportuno ridimensionarne il contenuto, attribuendo
al ministero non la fissazione di requisiti nuovi, ma una
più analitica disciplina degli stessi".

Un altro punto critico - secondo l'associazione - è quello
relativo all'"obbligo (ai fini del riconoscimento; ndr) di
costituzione di organi locali operanti in almeno 10
regioni": per Federprofessional sarebbe più meritevole del
riconoscimento, visto che le diverse associazioni non sono
diffuse in maniera omogenea sul territorio, una realtà con
un alto numero di iscritti, rispetto a una "formalmente più
diffusa", ma con un numero minimo di tesserati. Le soluzioni
sono due: "Ridurre a 5 il numero di regioni; prevedere un
minimo di 500 iscritti".

Federprofessional esprime inoltre "forte perplessità"
sull'attribuzione alle Regioni, in modo "estremamente ampio
e generico", di "una sorta di potere normativo di secondo
grado - in bianco - sulle modalità di organizzazione
territoriale delle associazioni". Una disposizione "da
abolire", in quanto "non è assolutamente chiara" e potrebbe
portare a diversità tra le Regioni. Al massimo, per
Federprofessional, quest'ultime potrebbero avere solo
"poteri normativi di coordinamento".

Tra i requisiti minimi per il conseguimento dell'attestato,
l'associazione chiede di introdurre, "come alternativa alla
dimostrazione delle esperienze professionali maturate,
quella dello svolgimento di tirocini". Altrimenti la norma
penalizzerebbe i più giovani.

Infine, le norme previdenziali: Federprofessional chiede di
inserire nel testo una disposizione che preveda, "nel caso
in cui il lavoratore autonomo sia stato iscritto ad altre
gestioni previdenziali", la possibilità di ricongiungere
"gratuitamente le posizioni pregresse nella nuova
gestione". (GAV)

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