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A che punto è la proposta sul conflitto di interessi

conflitto interessi 06 giugno 2016

ROMA (Public Policy) - Applicabilità immediata alle cariche di governo nazionali e alle autorità indipendenti; un 'blind trust' all'italiana; obbligo di dichiarazione e di astensione rafforzato e più poteri all'Antitrust.

Sono questi alcuni dei punti della proposta di legge sul conflitto di interessi, approvata a febbraio dalla Camera, sul quale la commissione Affari costituzionali del Senato ha deciso di svolgere un ciclo di audizioni di prossima partenza.

Le audizioni, come spiegato dal relatore Alessandro Maran (Pd), si concentreranno soprattutto sul confronto tra la legislazione proposta nella pdl e quella in vigore negli altri Paesi.

La nuova normativa si applicherà immediatamente alle cariche di governo nazionale e alle autorità indipendenti. Per i presidenti e le giunte regionali vengono dati sei mesi di tempo per recepire la normativa.

Per i parlamentari e per i consiglieri regionali si propone invece un rafforzamento delle cause di ineleggibilità.

Come già prevede la legge l'organo di vigilanza sarà l'Antitrust, che però diventa più grande (i componenti passano da tre a cinque) e di nomina parlamentare (oggi il compito è affidati ai presidenti di Camera e Senato).

La proposta di legge regola i casi di conflitto di interesse patrimoniale ma non contempla quello non patrimoniale.

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NAF

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