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La proposta dei 5 stelle per l'acqua: governo pubblico e partecipativo

acqua 08 giugno 2015

ROMA (Public Policy) - di Luca Iacovacci - Dettare 'i principi con cui deve essere utilizzato, gestito e governato il patrimonio idrico nazionale' e 'favorire la definizione di un governo pubblico e partecipativo del ciclo integrato dell'acqua, in grado di garantirne un uso sostenibile e solidale'.

È questo l'obiettivo principale che si prefigge una proposta di legge alla Camera, a prima firma Federica Daga (M5s), che ha iniziato la settimana scorsa, con la relazione di Massimiliano Manfredi (Pd), il proprio iter in commissione Ambiente a Montecitorio.

La proposta, oltre a norme per la governance sui distretti idrografici, sul ciclo integrato dell'acqua e sul riparto delle competenze in materia di gestione, prevede anche l'stituzione di un fondo nazionale per la ripubblicizzazione del servizio idrico integrato e di uno 'di solidarietà internazionale' finanziato 'dal prelievo in tariffa di 1 centesimo di euro per metro cubo di acqua erogata' e da quello 'fiscale nazionale di 1 centesimo di euro per ogni bottiglia di acqua minerale commercializzata'.

Anche per favorire, come spiega la pdl, 'l'erogazione per l'alimentazione e l'igiene umana, considerata diritto umano universale e quantitativo minimo vitale garantito' che, all'articolo 2, che si stabilisce in una misura 'pari a 50 litri per persona' al giorno.

La proposta, in sostanza, contiene norme volte a sottrarre la gestione del servizio idrico integrato 'al principio della libera concorrenza', da realizzarsi, invece, 'senza finalità lucrativa'.

L'USO PRIMARIO E GLI ALTRI USI DELL'ACQUA
Come ha spiegato il relatore in commissione la proposta 5 stelle prevede che 'tutte le acque superficiali e sotterranee siano pubbliche e non mercificabili'. E che la gestione delle acque debba avvenire secondo i criteri di 'solidarietà, salvaguardia delle aspettative e dei diritti delle generazioni future a fruire di un patrimonio ambientale integro, risparmio e rinnovo delle risorse per non pregiudicare il patrimonio idrico, vivibilità dell'ambiente, agricoltura, fauna e flora acquatiche'.

E, anche, dando priorità d'utilizzo 'per l'alimentazione e per l'igiene umane rispetto agli 'altri usi'', ammissibili 'solo quando la risorsa è sufficiente e a condizione che non ledano la qualità dell'acqua per il consumo umano'.

LA GOVERNANCE DELL'ACQUA
La pdl stabilisce che i distretti idrografici definiti dal Codice dell'ambiente costituiscano 'la dimensione ottimale di governo e di gestione dell'acqua'. E, per ogni distretto idrografico, 'composto da uno o più bacini e sottobacini idrografici, è istituita un'autorità di distretto, con compiti di coordinamento fra i vari enti territoriali'.

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