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La proposta M5s contro il requisito del voto di laurea

laurea 09 febbraio 2015

ROMA (Public Policy) - Niente più requisito minimo del voto di laurea per la partecipazioni a concorsi pubblici. È questo l'obiettivo di una proposta di legge presentata dal Movimento 5 stelle - a prima firma Carlo Sibilia, membro del direttorio M5s - e assegnata ieri alla commissione Lavoro della Camera.

Un articolo e due commi. Ecco il primo: "Per l'accesso agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni relativi ai profili professionali fino all'ottava qualifica funzionale non possono, in nessun caso, essere previsti requisiti e prescrizioni aventi ad oggetto il voto del relativo titolo di studio".

Con il comma 2 il governo viene autorizzato ad apportare le modifiche necessaria al regolamento sull'accesso agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni e le modalità di svolgimento dei concorsi, dei concorsi unici e delle altre forme di assunzione nei pubblici impieghi. Nella relazione illustrativa della pdl si spiega che la modifica è necessaria per "modificare radicalmente la prassi secondo cui soltanto una bassa percentuale di cittadini, aventi comunque diritto per legge, può partecipare a concorsi pubblici a causa delle limitazioni previste".

Infatti "sono ormai circa settanta anni che le procedure di reclutamento del personale pubblico avvengono nel medesimo modo" e "se nel post dopoguerra e negli anni del benessere economico non si riscontravano un numero così elevato di laureati e una così alta percentuale di disoccupati e inoccupati, soprattutto tra i giovani, il predetto sistema di accesso ai concorsi pubblici poteva, anche se discriminatorio, risultare valido. Oggi il Paese e soprattutto i giovani - prosegue la relazione - necessitano di una riforma che garantisca la possibilità di accedere ai pochissimi e sempre più rari concorsi pubblici senza alcuna discriminazione di sorta".

Questo non significa "ledere il principio di meritocrazia, consentendo l'accesso nella pubblica amministrazione a personale inadeguato e carente di competenze, ma semplicemente rispecchiare in pieno i princìpi costituzionali di uguaglianza e di libertà". Proprio sulla Costituzione fa leva il Movimento 5 stelle nelle motivazioni della proposta di legge, e in particolare sugli articoli 3 (secondo comma), 4 (primo comma 1) e 51, per cui "la Repubblica deve garantire uguali diritti e libertà a tutti i suoi cittadini senza alcuna discriminazione o limitazione, e assicurare l'eliminazione di tutti gli ostacoli che limitano di fatto la libertà e impediscono il pieno sviluppo socio-economico dell'individuo". (Public Policy) NAF

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