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La proposta dei 5 stelle sul danno ambientale: dagli open data all'ecoimpronta

ambiente 14 luglio 2015

ROMA (Public Policy) - Intervenire sul Codice ambientale per "separare la tutela predisposta in favore delle risorse naturali dalla tutela della salute e della qualità della vita, consentendo di rendere giuridicamente rilevante qualsiasi pregiudizio recato alle risorse naturali, indipendentemente da un danno, o da un grave rischio diretto di danno, alla salute dell'uomo, in linea con quanto già disposto dalla nuova formulazione europea del danno ambientale contenuta medesimo decreto legislativo".

È questo il senso della proposta di legge del Movimento 5 stelle appena assegnata alla commissione Ambiente della Camera.

Nello specifico la pdl M5s modifica gli articolo 2 e 3 del cosiddetto Codice ambientale, il decreto legislativo 152 del 2006. Come spiega la relazione illustrativa del provvedimento viene poi "introdotto il principio di sostenibilità ambientale in luogo del principio di sviluppo sostenibile al fine di superare quella che si ritiene un'antinomia tra il concetto di sviluppo, che risente di un'accezione economica e produttiva della crescita, e il concetto di tutela ambientale".

Tra le altre cose la proposta di legge M5s, a prima firma Claudia Mannino, viene affermato il principio dell'impronta ecologica, un sistema di contabilità ambientale in grado di stimare la quantità di risorse rinnovabili che una popolazione utilizza per vivere: "La valutazione dello stato di attuazione delle finalità e delle disposizioni del presente decreto legislativo (il Codice ambientale; Ndr) - si legge - è effettuata anche avvalendosi di un metodo di calcolo dell'impronta ambientale dei prodotti e delle attività degli enti e delle organizzazioni coinvolti che tenga conto del consumo di risorse naturali connesso a ogni attività umana e ai risultati di essa".

Viene introdotto anche il principio del ritorno energetico sull'investimento: "Nella valutazione di ogni fonte di energia deve essere considerato il rapporto tra l'energia ricavata e l'energia utilizzata per ottenerla durante l'intero ciclo della produzione energetica".

Si prevede inoltre "che su questioni riguardanti l'ambiente e la salute dei cittadini lo Stato e le amministrazioni procedenti debbano necessariamente coinvolgere, prioritariamente, le popolazioni locali, eventualmente organizzate in gruppi, comitati e associazioni, i quali devono essere adeguatamente informati degli interventi in essere sul territorio - spiegano i deputati M5s nella relazione illustrativa - Le decisioni della popolazione devono essere, altresì, valutate dalle amministrazioni procedenti che, qualora dovessero discostarsi da tali determinazioni, sono tenute a un obbligo di motivazione espressa".

Previste infine diverse facilitazioni per l'accesso agli atti relativi allo stato dell'ambiente e del paesaggio, per fare in modo che questo "non sia più considerato un diritto strumentale all'esercizio di altri, ma sia riconosciuto come un diritto fondamentale, al pari di altri diritti della persona (quali il diritto alla salute, al lavoro eccetera)". (Public Policy) NAF

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