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La proposta sui parchi va cambiata: parla Legambiente

consumo suolo ambiente 17 gennaio 2017

di Fabio Napoli

ROMA (Public Policy) - Rossella Muroni, presidente di Legambiente, ne è convinta: la proposta di legge di riforma delle aree protette verrà modificata alla Camera e tornerà ad essere esaminata dal Senato. A quel punto bisognerà vedere se Palazzo Madama avrà la volontà di portarla avanti oppure no.

La proposta di legge, che in questa legislatura è rimasta al Senato per oltre tre anni, prevede diverse novità: dal nulla osta unico alla Vas nel regolamento del parco; nuove regole per la nomina del presidente e l'istituzione di royalties; da nuovi parchi alla ridefinizione delle sanzioni.

Poco prima dell'arrivo in aula al Senato della proposta di legge, Legambiente, insieme ad altre 16 associazioni ambientaliste, aveva criticato duramente le misure previste chiedendo di apportare diverse modifiche.

Mercoledì scorso le associazioni sono tornate a far sentire la loro voce nel corso di un'audizione davanti la commissione Ambiente della Camera, dove la pdl è adesso all'esame.

Per Muroni il nodo da sciogliere in questo passaggio alla Camera è soprattutto quello della governance.

D. La legge quadro sulle aree protette è del 1991. Ha bisogno di essere riformata?

R. Si, nella riforma all'esame della Camera ci sono cose importanti di cui il sistema ha bisogno perché la legge 394 ha bisogno di essere cambiata. Siamo consapevoli del fatto che una legge è uno strumento e che deve rispondere alle esigenze contemporanee. Poi è vero anche che ci sono delle parti di quella legge che non sono state mai applicate, come il finanziamento triennale ai parchi regionali.

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