Public Policy
Facebook Twitter Feed RSS

Il Pd pensa a un piano nazionale della mobilità ciclistica

bicicletta 04 luglio 2014

ROMA (Public Policy) - "Promuovere e sviluppare l'uso trasportistico della bicicletta sia per gli spostamenti quotidiani sia per le attività turistico-ricreative". Come? Realizzando un "un sistema organico adeguato di infrastrutture di rete e di servizi", ovvero prevedendo la nascita di un piano generale della mobilità ciclistica all'interno di uno generale dei trasporti e della logistica. È questo l'obiettivo di un disegno di legge al Senato, a prima firma Stefano Vaccari (Pd), che sarà presto assegnato all'esame della commissione competente per iniziare l'iter di approvazione.

"L'Italia - ricordano i proponenti - è tra i pochi Paesi europei a non disporre ancora di un piano nazionale della mobilità ciclistica e di una rete ciclabile nazionale" ed è indispensabile colmare "il gap". Secondo i proponenti, pur rimanendo inalterata la normativa vigente sulla mobilità ciclistica", bisogna inquadrare "il tutto a sistema", in un contesto "di programmazione, finanziamento e realizzazione degli interventi, garantendo a ciascun ente territoriale competente il suo ruolo e i suoi spazi di intervento".

Per questo, come si legge nella relazione illustrativa alla pdl, è indispensabile che il piano nazionale, gestito da un nuovo apposito dipartimento ad hoc creato nel ministero dei Trasporti, sia "redatto in armonia con i piani regionali della mobilità ciclistica". Anche la "rete nazionale della percorribilità ciclistica", per i promotori dell'iniziativa legislativa, deve nascere da un inquadramento e coordinamento "sulla base delle reti regionali".

LA RETE NAZIONALE Come si legge nella relazione illustrativa la rete nazionale di percorribilità ciclistica dovrà: avere "uno sviluppi minimo complessivo pari ad almeno 20mila chilometri", attraversare ogni capoluogo regionale e le "principali città di interesse turistico", collegare aree naturali e prevedere aree pedonali e ztl. Inoltre dovrà essere integrata e interconnessa "con le reti infrastrutturali degli altri servizi di trasporto", cioè essere funzionale a raggiungere in bici porti, stazioni e aeroporti. Bisognerà anche puntare sul recupero della "viabilità minore esistente". La pdl introduce anche "l'itinerario ciclopedonale" quale "strada ciclabile, ovvero a basso livello di traffico, dove il ciclista ha la precedenza sull'automobilista".

I NUMERI ITALIANI L'Italia è il Paese in Europa "con il maggior indice di motorizzazione privata - si legge ancora nella relazione illustrativa - con 61 veicoli ogni 100 abitanti", contro una media europea ferma a 46. E, secondo dati Isfor riportati nella proposta, l'auto la usano l'83% degli italiani nonostante "il 60% degli spostamenti abituali non superi i 5 Km, il 40% i 2 e il 15% l'1". Gli incidenti stradali, ricordano infine i proponenti, "costano alla collettività circa 28 miliardi di euro all'anno" e "ogni auto, che viaggia generalmente con il solo conducente, circola soltanto per due ore al giorno", rimanendo parcheggiata nelle "altre 22 ore". (Public Policy)

IAC

© Riproduzione riservata