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La proposta del Pd al Senato: premi ai 'virtuosi' del fisco

tasse 29 settembre 2014

ROMA (Public Policy) - Rivedere il rapporto fisco-contribuente in Italia che "soffre di una considerevole sperequazione", rovesciare la logica del condono fiscale e affermare "il principio secondo il quale il contribuente che denuncia e paga quanto dovuto al fisco riceve in cambio un premio fiscale".

E allora se l'amministrazione finanziaria "certifica, anche coinvolgendo nell'asseverazione gli intermediari fiscali e i centri di assistenza fiscali (Caf), il rispetto puntuale degli obblighi finanziarie contributivi il soggetto di imposta pagherà con certezza un po' meno tasse".

È questa la logica, come affermano gli stessi proponenti, alla base di un disegno di legge al Senato a prima firma del presidente della commissione Finanze di Palazzo Madama, Mauro Maria Marino (Pd), che sarà presto assegnato della commissione competente per iniziare il proprio iter parlamentare.

La proposta fiscale introdotta nel ddl, che è stato sottoscritto da altri 20 senatori, si riferisce alle imposte che devono pagare lavoratori autonomi, imprese individuali e società di capitale con fatturato fino a 5 milioni di euro e inferiore a 30mila. E "la certificazione, su richiesta del contribuente, è prodotta dall'Agenzia delle entrate, ed è rilasciata sulla regolarità di tutte le obbligazioni delle imposte dirette e locali, comprese le addizionali e le compartecipazioni Ires, Irap, Irpef" ma non - si legge nella relazione illustrativa - l'Iva "almeno per un primo momento".

Il modello proposto "è mutuato da quello della certificazione di qualità per i processi produttivi" e "i benefici possono essere diretti o indiretti". Il ddl, per i firmatari, è di particolare importanza per i lavoratori autonomi "poiché interviene in un campo nel quale la concorrenza sleale dell'evasore è molto forte e responsabilizza anche i clienti a pagare, eventualmente un po' di più, i prodotti e i servizi, sapendo che una parte delle cifre rientra nel bilancio dello Stato sotto forma di imposte".

Infine, "non si tratta di una misura generalizzata di riduzione - si legge nella relazione illustrativa - ma di incassare prima il dovuto e poi ridurre le imposte solo a coloro che hanno assolto gli obblighi tributari" ovvero si tratta "di una scelta di mercato del singolo contribuente".

I PREMI Per la proposta "il Mef e l'Abi" dovranno stabilire le modalità e i criteri di accesso a erogazione di finanziamenti e altre forme di prestito bancario agevolato per imprese e lavoratori autonomi che hanno ottenuto la certificazione.

Le agevolazione creditizie (art.1), finanziate da un apposito fondo istituito presso il Mef e avrà una otazione iniziale di 30 milioni di euro, "concernono tutti i tipi di contratti bancari" e "consistono nella riduzione del costo del servizio non inferiore a due terzi del tasso Euribor da applicare nei periodi di validità della certificazione".

REDDITI DA LAVORO DIPENDENTE La proposta, all'art. 3, "coinvolge, in maniera innovativa, anche i titolari di reddito dipendente", in alcuni settori, per i quali "si propone di ridurre il prelievo una volta che esse abbiano ottenuto il certificato sulla regolarità delle imposte pagate".

L'obiettivo? Quello di combattere "comportamenti non leciti attraverso il lavoro irregolare in particolari settori - lezioni private, sevizi alla persona, secondo lavoro - ovvero per la diffusa evasione nel campo della locazione degli immobili". (Public Policy)

IAC

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